Perocchio fa arrabbiare anche i “suoi” vertici di Acos

La giunta Cabella è caduta, consiglieri comunali ed assessori sono andati a casa. Ma restano in carica gli amministratori delle società partecipate nominati dalla giunta di centro destra. “Uomini di fiducia” di Lega & C. che però, stavolta, devono essersi arrabbiati parecchio dopo aver letto le dichiarazioni dell’ex segretario della Lega Giacomo Perocchio

l’articolo incriminato

Su “La Stampa” di domenica un articolo a tutta pagina dal titolo “Comune di Novi in bolletta” a firma Gino Fortunato si dà adito alla tesi che i costi di riscaldamento del comune aumenteranno da 1,2 milioni a 5 milioni di euro l’anno. 
Perocchio tira in ballo l’Acos: «Capiamo benissimo che la situazione del comparto dell’energia sia complicata ma le voci in bolletta sono sconvolgenti, perché ne faranno le spese i cittadini. Si dovrebbero quindi rivalutare tutti i contratti di servizio con Acos, anche perché il Comune non ha in cassa questi soldi. Non vorrei che Acos prepari la stangata al Comune per coprire i propri conti, arrecherebbe un gravissimo colpo al bilancio dell’amministrazione». Questo è il virgolettato che il giornalista attribuisce al nipote dell’ex sindaco Cabella. 

A Perocchio ieri hanno risposto, senza nominarlo, Angelo Carrosio (quota Forza Italia) presidente di Acosì, la società del gruppo Acos che si occupa di gas e Giorgio Pafumi, amministratore delegato di Acos. Entrambi nominati da Cabella quando Perocchio, in comune a Novi, faceva il bello e il brutto tempo.

Il comunicato non ci è stato mandato: come sapete il vostro Moscone è sulla “black list” di Acos per volontà della dirigenza politica. Ma lo abbiamo recuperato sulle pagine di CorriereAl.it. Eccolo: 

Il Gruppo ACOS è abituato a comunicare attraverso dati e fatti reali, come le presentazioni del Bilancio, e solo raramente interviene nel dibattito pubblico.
Però in questa occasione non può fare a meno di specificare la propria posizione in merito all’articolo apparso su La Stampa di domenica 18 settembre.

Il Presidente di Acosì Angelo Carrosio desidera chiarire quanto segue:

Angelo Carrosio

si vuole creare un caso locale quando il “caro bollette” è comune a tutti i Comuni Italiani (si veda nell’articolo l’intervento del commissario Dott. Ponta, che invoca l’Anci);
il costo della materia prima è passato, in un anno, da 33 €/MWh a 175 €/MWh (dato di oggi), con un incremento del 430%;
così come è strutturato il contratto di Gestione Calore, per ACOSÌ la materia prima è un costo dettato dal mercato che non può essere modificato; ed è in conseguenza delle variazioni del prezzo della materia prima che aumentano o diminuiscono le bollette anche per il Comune di Novi Ligure;
il contratto di Gestione Calore con il Comune di Novi Ligure prevede che la tariffa applicata al Comune sia aggiornata in funzione del prezzo della materia prima. Le ulteriori componenti del prezzo del servizio sono chiaramente definite nel vigente contratto e non possono essere modificate in nessun caso;
è falso, tendenzioso ed irrispettoso per i 350 dipendenti del Gruppo ACOS, che un esponente politico locale ipotizzi problemi di bilancio, che, a suo dire, verrebbero “sistemati” sulla pelle dei cittadini. Il Gruppo ACOS è attualmente molto impegnato ad approvvigionarsi di gas a beneficio della propria clientela, in un mercato oggi estremamente complesso, in cui i grossisti non esitano a richiedere gravose garanzie, che solo una struttura finanziaria assai solida come quella del nostro Gruppo può permettersi di soddisfare;
per quanto detto, da alcuni mesi abbiamo allertato il Comune di Novi Ligure circa il drastico incremento del costo della Gestione Calore, causato dai continui aumenti della materia prima, dovute a continue azioni speculative internazionali;
la proiezione di spesa stimata in 5.300.000 euro è stata calcolata riferendosi al prezzo in quel momento del MWh, secondo le quotazioni internazionali in quel momento, ed è stato presentato al Commissario Dott. Ponta ed ai tecnici del Comune in base agli utilizzi della scorsa stagione termica e aggiornato per effetto degli incrementi del prezzo del gas, che è stabilita dai mercati internazionali e sul cui andamento ACOSÌ e il Gruppo ACOS non possono certo intervenire per incrementare in modo unilaterale ed arbitrario la propria marginalità.
Precisiamo che il costo finale dell’anno termico 2021 – 2022 del Comune è stato di 2.300.000 euro.
Da settimane si sta discutendo sia con il Commissario Dott. Ponta che con i tecnici incaricati del Comune, al fine di trovare soluzioni utili ad efficientare i consumi degli immobili comunali, arrecando nel contempo il minor disagio possibile all’utenza, attraverso la razionalizzazione di orari, temperature di utilizzo e mediante l’utilizzo di energie rinnovabili.
Confido quindi di aver chiarito, numeri alla mano, le valutazioni soggettive ed approssimative che sono state descritte nell’articolo.

Angelo Carrosio, Presidente ACOSÌ S.r.l.

Precisazioni di Giorgio Pafumi, Amministratore Delegato del Gruppo ACOS:

Giorgio Pafumi

Segnalo che ACOS è la multiutility per l’acqua, l’energia e l’ambiente del nostro territorio, che opera in oltre 101 Comuni con 14 sedi operative, che dà lavoro ad oltre 350 dipendenti e produce utili e contributi a favore dei soci, erogando servizi ad un bacino d’utenza di oltre 250.000 cittadini.
ACOS S.p.A., solo nel periodo 2011 – 2021, ha erogato al Comune di Novi Ligure 4.600.000 euro come dividendi e altri 2.100.000 euro, come ulteriori indennizzi.
Aggiungo che dal 1999 (anno della trasformazione di ACOS in Società di Capitali), la patrimonializzazione della società, ovvero le riserve accumulate ed accantonate grazie ad una gestione oculata, ha permesso di accrescere in maniera considerevole il valore di ACOS.
Questi dati, che non hanno riscontro in altre società pubbliche locali a noi vicine nel panorama Alessandrino, impongono a chiunque grande rispetto e considerazione.
Inoltre siamo da sempre impegnati in attività che valorizzano il tessuto sociale utilizzando politiche trasparenti che siano in grado di tutelare i cittadini dei territori serviti.
Non accettiamo quindi banali semplificazioni e non veritiere dichiarazioni che riguardino il bilancio del Gruppo, che, grazie alla buona amministrazione negli anni, è in ottima salute. Se così non fosse, gli Istituti di credito non avrebbero dato e non continuerebbero a dare le garanzie utili a proseguire le nostre molteplici attività.
Peraltro siamo sorpresi che gli argomenti trattati in una riunione squisitamente tecnica alla presenza di qualificati vertici dirigenziali del Comune di Novi Ligure siano stati poi strumentalizzati per evidenti finalità di carattere politico.
Sono realmente dispiaciuto per quanto ho letto e non posso esimermi dal diffidare chiunque a rilasciare dichiarazioni lesive per il nostro Gruppo.

Giorgio Pafumi, Amministratore Delegato Gruppo ACOS

Tra le righe ci sono alcune dichiarazioni molto pesanti. Carrosio scrive: “è falso, tendenzioso ed irrispettoso per i 350 dipendenti del Gruppo ACOS, che un esponente politico locale ipotizzi problemi di bilancio, che, a suo dire, verrebbero “sistemati” sulla pelle dei cittadini”. Accuse precise di falso verso Perocchio, che potrebbero essere il prologo di una vertenza giudiziaria. 

Anche Pafumi, che in questi anni ha cercato in ogni modo di passare inosservato nel suo “understatement” ben pagato negli uffici di Acos, ci va giù pesante, per una volta. “Siamo sorpresi che gli argomenti trattati in una riunione squisitamente tecnica alla presenza di qualificati vertici dirigenziali del Comune di Novi Ligure siano stati poi strumentalizzati per evidenti finalità di carattere politico”. Tradotto in parole povere: che ci fa Perocchio nelle stanze del comune? Un messaggio diretto anche al commissario Ponta? 
La chiusura di Pafumi è anch’essa da interpretare: “non posso esimermi dal diffidare chiunque a rilasciare dichiarazioni lesive per il nostro Gruppo”. Vale a dire: la prossima volta, querelo. 

Quello che stupisce è che nessuno dei soggetti coinvolti (il giornalista, Perocchio, Pafumi e Carrosio) abbia fatto notare che le tariffe del gas, in Italia, sono regolate da una autorità. Vale a dire che il prezzo del gas non lo decide Acos, ma un altro soggetto, Arera. 
Dimenticanza? Forse, in tanto parlare di gas, non si sono mai accorti che le tariffe sono regolamentate?

Quindi, occorre farcene una ragione. Il gas è aumentato e probabilmente aumenterà e anche il comune, come le aziende e i cittadini, vedranno aumentare le loro bollette. Accusare Acos, in una fase così delicata, di preparare una “stangata” ai danni del comune, è semplicemente una stupidaggine. L’ennesima, peraltro. 



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