Il sistema socio-assistenziale dell’Ovadese è arrivato a un punto di rottura. Il Consorzio Servizi Sociali dell’Ovadese, presidio pubblico fondamentale che garantisce assistenza, inclusione e tutela a oltre 4.000 famiglie, anziani, persone con disabilità e minori è oggi sull’orlo del collasso strutturale per una cronica e crescente mancanza di risorse.
Non si tratta di un problema tecnico o contingente, ma del risultato di scelte politiche precise, che da anni indeboliscono il welfare pubblico e scaricano sui territori il costo sociale dei tagli. La crisi nasce da una vera e propria tempesta perfetta di disimpegno istituzionale:
Stato e Regione: i trasferimenti dal Fondo regionale per i servizi sociali sono largamente insufficienti rispetto ai bisogni reali delle persone. I diritti sociali vengono trattati come spesa residuale e non come pilastro della coesione sociale.
Il Consorzio opera sotto la soglia dei 40.000 abitanti, parametro puramente numerico che ignora la realtà dei territori interni e rischia di cancellare l’autonomia di un ente che risponde a bisogni concreti e quotidiani.
Le amministrazioni locali, già soffocate da bilanci impoveriti da anni di austerità, non sono più nelle condizioni di coprire le quote mancanti senza tagliare servizi essenziali.
Senza il Consorzio, l’Ovadese perde uno dei suoi principali strumenti di solidarietà e giustizia sociale.
«Non è più possibile ignorare l’allarme che arriva dal nostro territorio. Senza un intervento immediato, strutturale e duraturo della Regione Piemonte, il rischio reale è la chiusura dell’ente o una drastica riduzione delle prestazioni, con conseguenze devastanti per le fasce più fragili della popolazione.
I progetti legati al PNRR e le nuove strutture, come la Casa di Co. rappresentano opportunità importanti, ma non possono sostituire la gestione ordinaria dei servizi, che resta oggi senza certezze e senza copertura economica. Il welfare non può vivere di bandi temporanei: ha bisogno di finanziamenti stabili, pubblici e adeguati.
Chi ha responsabilità politiche – a ogni livello istituzionale – deve assumersi fino in fondo il problema e dire chiaramente come intende difendere il welfare territoriale.È legittimo chiedersi come sia possibile trovare senza esitazioni risorse per spese militari miliardarie, mentre si lascia morire un ente che garantisce dignità, cura e diritti fondamentali.
Stefanella Ravazzi segretaria provinciale Alessandria PRC.
Laura Robbiano segretaria del circolo PRC di Ovada.
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