Dopo oltre quarant’anni di attese, promesse e rinvii, il caso Ecolibarna torna al centro delle polemiche. A denunciare lo stallo della bonifica è un duro comunicato di Sinistra Italiana che punta il dito contro istituzioni e responsabilità politiche, parlando apertamente di «vergogna che si trascina dagli anni ’80».
Al centro della denuncia vi è la situazione del sito contaminato, considerato ancora oggi un pericolo per ambiente e salute pubblica. La bonifica non è mai stata realmente completata e, nel 2026, il procedimento risulterà sostanzialmente fermo tra accordi scaduti, finanziamenti da restituire e continui rimpalli di competenze tra Ministero, Regione Piemonte e Provincia di Alessandria.
Particolarmente grave è l’ammissione da parte del Ministero della mancanza di risorse economiche necessarie per affrontare il problema. Nel frattempo, eventi alluvionali e dissesto idrogeologico avrebbero ulteriormente aggravato le condizioni dell’area, aumentando complessità e costi degli interventi futuri.
«Nel 2026 non si è ancora stati in grado nemmeno di definire con chiarezza gli interventi prioritari per mettere in sicurezza il territorio», si legge nella nota, che parla di «superficialità e inerzia politica inaccettabili. Basta scaricabarile – conclude la nota – qui si sta parlando della salute delle persone e del futuro di un territorio intero».
La vicenda Ecolibarna viene inoltre collegata ad altre emergenze ambientali della provincia di Alessandria, in particolare al caso PFAS di Spinetta Marengo. Il timore espresso è che il continuo rinvio delle decisioni finisca per ampliare progressivamente i danni ambientali e sanitari, lasciando poi il peso delle conseguenze ai cittadini e ai territori coinvolti.
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