Anche quest’anno i ragazzi dell’AIAS Novi hanno portato in scena uno spettacolo teatrale frutto di un lavoro appassionato e paziente che li impegnati per tutti i mesi invernali.
Lo schema, collaudato, è ormai costante: l’attore Alberto Basaluzzo, novese, prepara l’adattamento di un testo, questa volta “Il malato immaginario” di Molière. I ragazzi e le ragazze (e anche qualcuno che ragazzo/ragazza non è più…) si dividono le parti, studiano il copione, si incontrano ogni settimana per mesi, provano e riprovano, scelgono le coreografie e i costumi. Alcune volontarie (in questo caso, giovani ragazze non lo sono davvero più) li assistono, li spronano, li correggono. Il tutto alternato a momenti meno impegnati, a merende, a qualche pizza. La parrocchia del Sacro Cuore li ospita nei propri locali.
Poi viene la frenetica fase finale, che vede coinvolti ormai da anni i DOC ACUSTIC BAND, supporto musicale fisso dello spettacolo e anche volontari di altre compagne amatoriali e un gruppo di ragazzini che vivacizzano alcuni momenti della rappresentazione con coreografie di Federica Tinello.
La cornice prestigiosa del Teatro Marenco ha suggellato una serata che è insieme spettacolo, a tratti veramente esilarante, cultura, musica, ma anche un percorso di crescita e di acquisizione di sicurezza in se stessi da parte di tutto il gruppo. Un percorso educativo che è stato reso possibile grazie a più contributi del tutto volontari.
Qui si parla di AIAS, ma è solo un tassello di un lavoro molto esteso che caratterizza Novi forse più che altre località, certamente più che città più grandi. I “saggi finali” di scuole musicali, cori, società sportive, scuole di danza occupano gran parte delle serate del mese di giugno.
In queste settimane teatri cittadini, palestre, scuole, il museo dei Campionissimi, le strade e le piazze stanno mettendo in mostra la parte migliore della nostra comunità, quella di chi non si piange addosso, di chi non getta la spugna, di chi si rimbocca le maniche e fa la propria parte.
Riconoscere questa ricchezza e raccontarla è un dovere di tutti.

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