Foto Tocco Alessandro/LaPresse24-02-2019, Cagliari, (CA) Italia cronaca Elezioni Regionali Sardegna 2019 nella foto: il Presidente della Regione Autonoma della Sardegna Francesco Pigliaru al voto nel seggio elettorale

Il Direttivo del Partito Democratico di Novi Ligure, riunitosi lunedì sera, ha espresso pieno sostegno ai cinque quesiti referendari che saranno sottoposti al voto l’8 e 9 giugno 2025. Si tratta di un’importante occasione per migliorare leggi che oggi penalizzano lavoratori, famiglie e cittadini stranieri.

Questa posizione è in piena sintonia con la linea espressa dalla segreteria nazionale del Partito Democratico e con l’intera Direzione nazionale, che si è pronunciata in modo favorevole e unanime a sostegno dei referendum. Si tratta di una battaglia comune, che il nostro partito porta avanti a ogni livello per riaffermare diritti, dignità e giustizia sociale.

Consapevoli che la vera sfida sarà il raggiungimento del quorum, il Partito Democratico si è attivato anche sul fronte dell’inclusività elettorale, promuovendo misure per facilitare il voto degli elettori fuori sede, ossia studenti e lavoratori temporaneamente lontani dalla propria residenza. Garantire la più ampia partecipazione è un obiettivo prioritario.

Il PD Novese ha deciso inoltre di contribuire in modo concreto alla campagna referendaria, nominando una squadra operativa che collaborerà attivamente con il Comitato per il Sì per informare, mobilitare e sostenere la cittadinanza in vista di questo appuntamento cruciale.

I cinque referendum toccano temi centrali per il futuro del Paese:

  1. Stop ai licenziamenti illegittimi
    Abolizione della norma che impedisce il reintegro nel posto di lavoro per chi è stato ingiustamente licenziato nelle imprese con più di 15 dipendenti. È il momento di ristabilire il principio di giustizia e di tutela del lavoratore.
  2. Più tutele per i lavoratori delle piccole imprese
    Superamento del tetto massimo di 6 mensilità per il risarcimento in caso di licenziamento ingiustificato nelle imprese con meno di 16 dipendenti. L’indennizzo deve essere equo e proporzionato alla condizione del lavoratore.
  3. Riduzione del lavoro precario
    Ripristino dell’obbligo di motivare i contratti a tempo determinato superiori ai 12 mesi. Lavorare con stabilità è un diritto, non un privilegio.
  4. Più sicurezza sul lavoro
    Estensione della responsabilità anche all’impresa appaltante in caso di infortuni. Basta tragedie sul lavoro: servono regole chiare e responsabilità precise.
  5. Più integrazione con la cittadinanza italiana
    Riduzione da 10 a 5 anni del tempo necessario per richiedere la cittadinanza italiana. Un passo importante per i milioni di cittadini stranieri che vivono, lavorano e crescono in Italia.

Il Partito Democratico di Novi Ligure invita tutta la cittadinanza a informarsi, a partecipare e a sostenere con convinzione questi cinque referendum.
Lamentarsi non basta: servono azioni concrete. Questi referendum rappresentano la nostra occasione per trasformare l’indignazione in cambiamento reale, per difendere i diritti, garantire la sicurezza e affermare la giustizia sociale.

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Di Moscone

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