Scoppia la polemica attorno al progetto Scenarios, promosso per monitorare l’esposizione della popolazione ai contaminanti ambientali, in particolare ai Pfas. Il Comitato Stop Solvay denuncia la mancata comunicazione dei dati individuali relativi ai livelli di queste sostanze nel sangue dei cittadini coinvolti nello studio.

«Comunicarli è un diritto, non un favore» dichiarano i rappresentanti del comitato. «olvaParliamo di persone esposte per anni all’inquinamento generato dal Polo Chimico di Spinetta Marengo, che non hanno mai ricevuto risposte. Ora pretendono almeno che si sappia quanti e quali Pfas hanno nel proprio corpo

Secondo numerosi studi scientifici, l’esposizione ai Pfas è correlata allo sviluppo di patologie gravi. Il comitato non contesta la necessità di proseguire con le indagini, ma sottolinea che la questione centrale è la trasparenza e la restituzione dei risultati a chi ha accettato di partecipare.

«Non si possono nascondere dati in nome del principio di precauzione» prosegue la nota del comitato. «L’allarme esiste già, scritto nei corpi delle persone, nelle malattie, nel dolore e nella rabbia delle famiglie.»

Il gruppo sottolinea come la Fraschetta sia da decenni un territorio segnato dall’inquinamento chimico e che la condivisione dei dati non sia solo un dovere scientifico, ma anche un atto di rispetto verso la comunità. «Se le istituzioni hanno chiesto la collaborazione dei cittadini, devono restituire almeno la verità e assumersi le loro responsabilità.»

Il Comitato Stop Solvay ribadisce infine la richiesta che la politica locale e nazionale intervenga per fermare la produzione di Pfas e affrontare quella che definisce una vera emergenza sanitaria e ambientale.

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Di Moscone

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