Giovedì 10 ottobre, alle 21.00, presso la Casa di Quartiere di Alessandria in via Verona, Sinistra Italiana Alessandria organizza un incontro pubblico con Mediterranea Saving Humans, l’organizzazione della società civile che dal 2018 opera nel Mediterraneo per difendere il diritto alla vita e alla dignità delle persone migranti.

All’iniziativa, dal titolo «La prima forma di giustizia è la disobbedienza», parteciperanno Beppe Caccia, co-fondatore e capomissione di Mediterranea Saving Humans, Alice Ravinale, consigliera regionale piemontese di Alleanza Verdi e Sinistra, Fabio Scaltritti della Casa di Quartiere di Alessandria e Eugenio Spineto, segretario cittadino di Sinistra Italiana Alessandria.

In un’Europa sempre più ostile e in un’Italia che ha fatto della paura e del respingimento un manifesto politico, Mediterranea continua a rappresentare una delle poche realtà capaci di mettere in pratica una risposta autenticamente umanitaria: soccorrere vite umane e disobbedire a ordini ingiusti.
Proprio per questo, una delle sue navi si trova da settimane sotto fermo amministrativo a Trapani, punita per aver scelto di attraccare nel porto più vicino per garantire cure mediche urgenti a dieci persone soccorse in mare, nonostante l’ordine del Ministero dell’Interno imponesse lo sbarco a Genova, a cinque giorni di navigazione. La decisione del comandante e del capomissione è costata una sanzione di 10.000 euro e il blocco della nave: un provvedimento che, secondo Mediterranea, «ha il sapore amaro della rappresaglia».

Il caso è emblematico di una politica di ostilità sistematica verso chi agisce per salvare vite. Dal 2017, l’Italia continua infatti a rinnovare il memorandum con la Libia, un accordo che finanzia e legittima la cosiddetta guardia costiera libica, composta da milizie accusate da anni di abusi, violenze e deportazioni nei centri di detenzione dove si consumano torture e trattamenti inumani, documentati da tutte le principali organizzazioni internazionali.

«Le politiche del governo Meloni non sono solo sbagliate, sono criminali» – ha dichiarato Eugenio Spineto – «Non possiamo rimanere in silenzio mentre si fa la guerra a chi salva vite, mentre si usano cavilli burocratici per lasciare morire le persone. Il nostro compito, oggi più che mai, è rompere il muro di cinismo e indifferenza».

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Di Moscone

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