La situazione del torrente Gorzente, dopo il rilascio di sedimenti dalla diga della Lavagnina avvenuto nel giugno 2024, è ancora in evoluzione. Le Aree Protette dell’Appennino Piemontese (APAP) intervengono per chiarire il proprio ruolo e lo stato delle procedure in corso, sottolineando che qualsiasi nuovo intervento dovrà tenere conto sia del progressivo riequilibrio naturale del corso d’acqua sia dell’accertamento sul danno ambientale avviato dal Ministero dell’Ambiente.
Secondo l’Ente, il quadro attuale è infatti profondamente diverso da quello immediatamente successivo all’evento del 2024, quando il rilascio dei sedimenti dalla diga della Lavagnina aveva provocato un forte stress sulle comunità ittiche e sugli habitat del torrente.
Già nel novembre dello stesso anno ARPA Piemonte aveva rilevato che l’habitat ripariale delle sponde non risultava alterato in maniera significativa. I depositi limosi erano concentrati soprattutto nelle pozze più profonde, mentre nelle zone di scorrimento superficiale i sedimenti risultavano residuali e sui ciottoli prevaleva nuovamente la comunità algale.
Da allora le piene e le normali dinamiche del Gorzente – trasporto, erosione e rideposizione dei materiali – hanno continuato a modificare l’ambiente. I dati attualmente disponibili, spiega APAP, indicano una ricolonizzazione della fauna ittica e un progressivo riequilibrio dell’ecosistema.
Proprio per questo, però, l’Ente invita alla cautela. Il torrente si trova ancora in una fase di assestamento e interventi invasivi potrebbero interferire con un processo naturale tuttora in corso.
A complicare ulteriormente il quadro c’è la procedura di verifica del danno ambientale che riguarda i torrenti Gorzente e Piota ed è attualmente nelle mani del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), a seguito di una segnalazione presentata da associazioni ambientaliste. Si tratta di un procedimento sovraordinato rispetto ai progetti di trasformazione che interessano i corsi d’acqua.
APAP precisa inoltre che non spetta all’Ente accertare l’esistenza e l’entità del danno ambientale. Il suo ruolo, previsto dalla normativa regionale, è consultivo e comprende l’espressione di un parere vincolante sugli eventuali provvedimenti di ripristino.
Nel confronto che ha coinvolto Regione, Provincia, associazioni, comitati, Ireti e gli altri soggetti interessati sono stati intanto presentati due progetti, scelti tra quelli proposti dall’assemblea, destinati al miglioramento del cosiddetto “mesohabitat” torrentizio, cioè delle condizioni ambientali delle diverse porzioni del corso d’acqua.
Alla luce della situazione attuale, i progetti non prevedono dragaggi né consistenti operazioni di rimozione dei fanghi accumulati.
Nel maggio scorso APAP, nell’ambito della valutazione di incidenza, ha però chiesto un’integrazione della documentazione. La richiesta è legata proprio alla delicatezza degli habitat interessati dall’evento del 2024 e alla presenza di popolazioni ittiche ancora in fase di ricostituzione.
L’Ente ha inoltre richiamato l’attenzione sul procedimento avviato dal Ministero. Gli eventuali lavori sul Gorzente, infatti, non dovranno interferire con le attività di monitoraggio e con gli obiettivi di tutela connessi all’accertamento del danno ambientale.
In base al decreto legislativo 152/2006, l’autorità che conduce l’accertamento deve essere informata degli interventi che potrebbero incidere sull’area interessata. Per questo Ireti ha deciso di rivolgersi direttamente al MASE e, di conseguenza, all’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), chiedendo un parere sulla fattibilità degli interventi proposti.
Il quadro, dunque, resta aperto. Da una parte il Gorzente mostra segnali di progressiva ripresa rispetto alla situazione critica del 2024; dall’altra occorre attendere gli sviluppi dell’accertamento ministeriale e valutare con attenzione qualsiasi intervento che possa modificare un ecosistema ancora in fase di riequilibrio.
APAP assicura che continuerà a seguire la vicenda nell’ambito delle proprie competenze, con l’obiettivo di tutelare gli habitat e le comunità biologiche dei torrenti Gorzente e Piota.
Rendi il titolo più giornalisticoRiduci le ripetizioni sul procedimento
Ti è piaciuto questo articolo? Offrici un caffè con Ko-Fi

Segui il moscone su Telegram per ricevere una notifica ogni volta che viene pubblicato un nuovo articolo https://t.me/ilmoscone

