Moria di lupi, sono tre gli esemplari ritrovati morti dall’inizio di novembre

In soli 7 giorni sono stati ben tre i lupi ritrovati morti dall’inizio del mese di novembre. Lo fa sapere l’Ufficio Stampa delle Aree Protette Appennino Piemontese, l’ente che si occupa tra le altre cose del parco naturale di Capanne di Marcarolo e del parco dell’Alta Val Borbera. 

Il primo lupo è stato ritrovato martedì 1 novembre sotto il ponte dell’Orba ad Ovada. Si trattava di un cucciolo, nato nel corso di quest’anno. Dalle prime indagini sommarie sembrerebbe morto per una competizione intraspecifica quindi tra individui della medesima specie.
L’animale è stato prelevato dal punto di ritrovamento per essere portato a Torino per gli esami necroscopici presso la Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Torino, Dipartimento di Produzioni Animali, Epidemiologia ed Ecologia.

Il secondo lupo è stato recuperato venerdì 4 novembre sempre ad Ovada, lungo i binari della linea ferroviaria Acqui Terme-Genova, in località Volpina.
In questo caso non si è trattato di un cucciolo, ma probabilmente del lupo alfa di uno dei branchi monitorati nell’ambito del Progetto LIFE Wolfalps EU sull’Appennino Piemontese, riconoscibile dalla coda mozzata e dalle dimensioni; comunque un lupo adulto in buone condizioni fisiche.

Il terzo lupo (nella foto) è stato trovato il 7 novembre a Castelletto d’Orba, lungo la strada comunale delle Fonti. Anche in questo caso, come nel primo decesso, si tratta di un giovane maschio dell’anno del branco di Montaldeo, la cui morte è verosimilmente attribuibile all’impatto con un veicolo.

Dagli studi condotti dal 1998 al 2021 in Regione Piemonte le cause di mortalità principali del lupo sono quattro: collisioni con autoveicoli e treno (57,6%), uccisioni illegali (18,4%), cause indeterminate (13,8%) e cause naturali (10,2%).
Considerando solo l’anno 2020/2021, nell’ambito del progetto LIFE WolfAlps EU, nel quale sono stati recuperati 47 lupi, le macrocategorie di cause di morte non variano in ordine di importanza rispetto a quanto rilevato per l’intero periodo 1998-2021.
Occorre comunque sottolineare che i lupi investiti sono ritrovati con maggiore facilità rispetto a quelli morti per altre cause.
Tra le uccisioni illegali l’avvelenamento e l’utilizzo di armi da fuoco sono le cause più frequenti di mortalità, mentre tra quelle naturali, la principale è l’aggressione intraspecifica.
Per quanto riguarda l’età dei lupi trovati morti, sempre nel periodo 1998-2021, i cuccioli (gli animali di età inferiore all’anno) sono risultati essere la categoria più vulnerabile (42,9%), seguiti dagli adulti (30%) e dai giovani di 1-2 anni (27,1%); nelle periodo 2020/2021 la percentuale, rispetto al totale, delle morti di giovani lupi con meno di 2 anni, è passata dal 70 % all’81%.



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