La crisi finanziaria del consorzio COCIV e la sospensione di alcune lavorazioni del Terzo Valico tornano al centro del dibattito in Consiglio regionale del Piemonte. A sollevare la questione è stato il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Pasquale Coluccio, che attraverso un question time ha chiesto alla Giunta chiarimenti sulle conseguenze della crisi per i lavoratori e per le opere compensative promesse al territorio alessandrino.
Al centro dell’interrogazione, rivolta all’assessore Gian Luca Vignale, la richiesta di garanzie sulla realizzazione degli interventi attesi da anni dalle comunità locali. Tra questi figura la messa in sicurezza dell’incrocio nei pressi del casello autostradale A7 di Vignole Borbera, un’opera prevista da circa vent’anni per la quale mancano ancora 1,3 milioni di euro necessari a completare la copertura finanziaria.
Nella risposta fornita in Consiglio, la Giunta regionale ha riferito che, secondo RFI, gli scavi del Terzo Valico hanno raggiunto circa il 97% e il loro completamento è previsto nel 2027. Una scadenza che, tuttavia, riguarda esclusivamente le attività di scavo e non l’entrata in esercizio della nuova linea ferroviaria.
RFI avrebbe inoltre confermato di aver rispettato i propri obblighi contrattuali, chiedendo al consorzio COCIV di garantire la prosecuzione dei lavori.
Per quanto riguarda le opere compensative, la Regione ha sostenuto che la sospensione di alcune attività di scavo non dovrebbe avere ripercussioni sugli interventi di competenza dei Comuni, inseriti nel Progetto condiviso di sviluppo del territorio.
Una risposta che Coluccio giudica insufficiente. «Una rassicurazione che non chiarisce però tempi e copertura delle risorse mancanti per l’incrocio di Vignole Borbera, sul quale non è arrivata una risposta specifica», osserva il consigliere pentastellato.
Preoccupazioni vengono espresse anche sul fronte occupazionale. La Giunta ha richiamato il confronto in corso con le organizzazioni sindacali e la necessità di salvaguardare i posti di lavoro, senza tuttavia fornire, secondo Coluccio, indicazioni sufficientemente concrete sulla ripresa delle attività.
«Servono impegni concreti sulla ripresa delle attività e sulla tutela di chi rischia di pagare il prezzo di questa crisi», sottolinea il consigliere regionale.
La questione riguarda dunque non soltanto il completamento di una delle principali infrastrutture ferroviarie del Paese, ma anche il rispetto degli impegni assunti nei confronti dei territori attraversati dai cantieri, che hanno sopportato per anni disagi e ritardi in cambio della promessa di interventi di riqualificazione e messa in sicurezza.
«Il territorio ha già sopportato anni di ritardi e disagi. La Regione pretenda da Governo, RFI e COCIV un quadro certo su lavori, occupazione e compensazioni», conclude Coluccio, annunciando che il Movimento 5 Stelle continuerà a chiedere risposte puntuali, soprattutto sugli interventi ancora privi di una soluzione.
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