A Carrega Ligure, piccolo borgo dell’Alta Val Borbera, la frana del maggio 2022 che ha travolto la strada provinciale 147 continua a tenere il paese in una morsa di isolamento. Ma oggi, a oltre tre anni di distanza, l’emergenza è diventata anche uno scontro politico frontale tra il Comune di alta montagna e la Provincia di Alessandria.

Il nodo del contendere è la mancata manutenzione del tratto franato e il totale abbandono, secondo l’amministrazione comunale, da parte dell’ente provinciale. Dopo l’ennesima chiusura della SP147, avvenuta il 16 aprile 2025, e mesi di silenzi e inazione, il sindaco Luca Silvestri ha deciso di assumersi la responsabilità di riaprire la strada con un’ordinanza, valida dal 21 al 27 giugno. Una mossa estrema, dettata dalla necessità: «Non potevamo più aspettare – ha dichiarato – la popolazione non ha accesso a servizi fondamentali, dal 118 alla scuola, dalla raccolta rifiuti alla sicurezza».

La reazione del presidente della Provincia, Luigi Benzi, è stata durissima. Il 24 giugno ha inviato una diffida al Comune chiedendo di ritirare l’ordinanza, giudicata illegittima: «Potrebbe generare confusione tra i cittadini». Ma il sindaco Silvestri ha risposto altrettanto seccamente: «Sarà un giudice a stabilire se il mio provvedimento è illegittimo. Non certo la Provincia».

A rendere ancora più aspro lo scontro è stato l’assessore comunale ed ex sindaco Marco Guerrini, che in un post pubblico ha accusato Benzi di «arroganza e inadeguatezza», chiedendone le dimissioni. Nel suo duro attacco social, Guerrini ha parlato di un presidente «specchio di una classe politica da sagre, chiacchiere e commemorazioni», che ha risposto con sufficienza e minacce al disagio reale di una comunità isolata: «Ci ha detto che, se non va bene, ci declassa la strada e ce la lascia gestire da soli. È inaccettabile».

Il culmine dello scontro sarà domenica 29 giugno, quando il Consiglio comunale di Carrega si riunirà in seduta aperta alle ore 10 con un solo punto all’ordine del giorno: chiedere lo scioglimento del Consiglio provinciale di Alessandria. È una mossa senza precedenti, che arriva dopo anni di appelli rimasti inascoltati. Il Comune ha invitato parlamentari, consiglieri regionali e cittadini a partecipare alla seduta, che si preannuncia carica di tensione e simbolismo.

Una situazione al limite

Con la SP147 chiusa, Carrega è di fatto tagliata fuori dal Piemonte. I soccorsi devono arrivare dalla Liguria, con tempi di attesa per le ambulanze che superano l’ora. I carabinieri non possono salire da Cabella, e il servizio rifiuti è ormai diventato una sfida quotidiana. Persino votare è diventato un problema: per raggiungere il seggio nel capoluogo, i residenti delle frazioni devono affrontare due ore di viaggio passando fuori regione.

A settembre, inoltre, riprenderà la scuola e i bambini dovranno arrivare a Rocchetta: senza strada, l’anno scolastico rischia di cominciare tra mille disagi.

Secondo il Testo unico degli enti locali, le Province che non assicurano i servizi devono essere sciolte. E Carrega è il primo Comune a chiedere ufficialmente che ciò accada, rivolgendosi direttamente al Prefetto. Una richiesta forte, simbolica, ma che fotografa un’esasperazione ormai al limite: «O ci ascoltano – ha concluso Guerrini – o ci lasciano morire».

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Di Moscone

Un pensiero su “Frana di Carrega: tre anni di isolamento e ora lo scontro istituzionale. Il Comune chiede lo scioglimento della Provincia”
  1. certo che questi sovranisti ne hanno fatta di strada.
    Dal “padroni a casa nostra” al servilismo totale ai soliti padroni del dollaro, fottendo i compaesani manco fossero renziani e fassiniani.
    Indicativo che accada nella val borbera da anni epicentro dell’ultradestra padrona dell’ente provincia e dominante in regione.

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