La storica sentenza emessa dal Tribunale di Vicenza nei confronti di undici ex manager e tecnici della Miteni di Trissino – ritenuti colpevoli per l’inquinamento ambientale causato dai PFAS – ha acceso un nuovo fronte di mobilitazione anche in provincia di Alessandria. Il Comitato Stop Solvay, attivo da anni a Spinetta Marengo, considera il verdetto «una svolta epocale» e un precedente che rafforza la battaglia per la salute e la giustizia ambientale nella Fraschetta.

Secondo il Comitato, le stesse sostanze chimiche perfluoroalchiliche (in particolare PFOA, PFOS e C6O4) che hanno portato alle condanne in Veneto sono ancora oggi prodotte nello stabilimento Solvay di Spinetta e continuano a contaminare la falda acquifera, il suolo e – come dimostrerebbero i dati preliminari del biomonitoraggio regionale – il sangue dei residenti.

«Quello che in Veneto è stato riconosciuto come reato, qui continua a essere trattato come normalità», si legge nel documento diffuso dal Comitato. E mentre a Vicenza si è arrivati a una condanna dopo 130 udienze, ad Alessandria il procedimento penale avviato anni fa per disastro ambientale è ancora fermo, così come il processo decisionale per il rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale a Solvay, bloccato da mesi.

Proprio in questi giorni, la Regione Piemonte ha iniziato a consegnare i primi risultati del biomonitoraggio volontario sulla popolazione residente nella zona di Spinetta. I valori riscontrati mostrerebbero concentrazioni elevate di PFAS nel sangue, in alcuni casi oltre i 30 nanogrammi per millilitro – una soglia che secondo linee guida scientifiche internazionali è associata a gravi rischi per la salute, soprattutto per donne in gravidanza, bambini e persone vulnerabili.

Il Comitato critica la minimizzazione dei dati da parte delle istituzioni, che parlano di “range compatibili”, e contesta alla radice la possibilità stessa di parlare di “uso sostenibile” per sostanze che, una volta rilasciate nell’ambiente, non si degradano e rimangono nei corpi umani per anni o decenni.

Dal 2021, dopo l’autorizzazione all’ampliamento della produzione di C6O4 concessa dalla Provincia di Alessandria, lo stabilimento di Spinetta è diventato il principale polo europeo per la produzione di questa sostanza, classificata come altamente persistente.

Per Stop Solvay, la sentenza di Vicenza rappresenta non un punto di arrivo, ma «un punto di partenza per pretendere verità, trasparenza e responsabilità anche ad Alessandria». La battaglia, dicono, non si ferma: «Se a Vicenza si è potuto condannare chi ha avvelenato un territorio, anche da noi si può – e si deve – fare giustizia».

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Di Moscone

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