Maxi operazione internazionale contro il contrabbando di tabacchi lavorati esteri: arresti, perquisizioni e sequestri tra Italia ed Europa. Ancora una volta le indagini della DIA portano le forze dell’ordine a Bosco Marengo, già coinvolta in passato in numerose indagini, arresti e confische dell’antimafia.
Questo emerge dall’operazione “Borotalco”, scattata all’alba di oggi e coordinata dalla Procura Europea (EPPO) di Torino, che ha visto impegnati la Direzione Investigativa Antimafia, la Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Oltre cento operatori hanno eseguito misure cautelari, perquisizioni e sequestri in diverse città italiane – Genova, Milano, Segrate, La Spezia, Trieste, Napoli e anche Bosco Marengo, in provincia di Alessandria – oltre che in Regno Unito, Polonia, Francia e Svizzera, con il supporto delle forze di polizia locali.

Al centro dell’inchiesta un’organizzazione criminale transnazionale dedita al traffico illecito di tabacchi lavorati esteri, con base operativa nel Regno Unito e ramificazioni in Europa, Asia e Africa. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo sarebbe riconducibile alla mafia curda e in particolare al sodalizio noto come “Bombacilar” o “Hackney Bombers”.

Le indagini, avviate oltre un anno fa a partire dall’analisi dei flussi di container nel porto di Genova, hanno permesso di delineare una struttura ben organizzata, capace di operare su più fronti: dall’acquisto diretto del tabacco in Paesi come Armenia, Emirati Arabi Uniti e Spagna, fino alla gestione delle spedizioni attraverso rotte diversificate per eludere i controlli doganali.

Fondamentale anche il ruolo di figure specializzate, tra cui esperti di pratiche doganali e un informatico campano incaricato di creare siti e indirizzi e-mail fittizi per mascherare i reali destinatari delle merci. Le comunicazioni tra i membri dell’organizzazione avvenivano tramite piattaforme criptate come Signal, Telegram e Threema, mentre i proventi venivano trasferiti attraverso criptovalute per ostacolare eventuali sequestri.

Nel corso delle attività sono state sequestrate circa 32 tonnellate di tabacchi lavorati esteri, con un’evasione stimata di oltre 8 milioni di euro tra dazi, accise e IVA. A queste si aggiunge un’ulteriore importazione illegale di quasi 9 tonnellate, per un mancato versamento di oltre 2,3 milioni di euro.

Su richiesta della Procura Europea, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Genova ha disposto la custodia cautelare in carcere per sei indagati e il sequestro di beni per circa 2,5 milioni di euro, ritenuti profitto dell’attività illecita.

L’inchiesta ha inoltre evidenziato il coinvolgimento di una società operante in Liguria che, per evitare sospetti, figurava come soggetto “notify” nelle spedizioni e metteva a disposizione spazi logistici in provincia di Alessandria per lo scarico, lo stoccaggio e la successiva redistribuzione della merce di contrabbando. La stessa azienda forniva consulenze doganali e strategie per aggirare i controlli ed è stata ritenuta responsabile ai sensi del decreto legislativo 231/2001.

Sono in corso ulteriori approfondimenti su altre nove spedizioni sospette transitate dal porto ligure tra ottobre 2023 e luglio 2024. L’operazione conferma la dimensione internazionale dei traffici illeciti nel settore dei tabacchi e l’impatto rilevante che tali attività hanno sui bilanci pubblici e sulla concorrenza, alterando le regole del mercato e danneggiando gli operatori regolari.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e, come previsto dalla legge, la responsabilità degli indagati potrà essere accertata solo con sentenza definitiva.

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Di Moscone

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