Colpire i patrimoni per indebolire le organizzazioni criminali. È questa la logica alla base del sequestro da circa 500mila euro eseguito dalla Guardia di Finanza a Torino nei confronti di un uomo già condannato per associazione mafiosa riconducibile alla ‘Ndrangheta.
Il provvedimento, disposto dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, nasce da approfonditi accertamenti patrimoniali condotti dal Nucleo di polizia economico-finanziaria. Al centro dell’indagine, una marcata sproporzione tra i redditi dichiarati dal soggetto e dal suo nucleo familiare e il patrimonio accumulato nel tempo.
Nel perimetro del sequestro rientrano immobili, beni mobili registrati e rapporti finanziari. Secondo gli inquirenti, si tratterebbe di ricchezze incompatibili con le entrate ufficiali e riconducibili, invece, al reimpiego di proventi illeciti maturati durante l’attività criminale.
Il profilo del destinatario del provvedimento è quello di un soggetto con precedenti pesanti: condanne per lesioni, furto, detenzione illegale di armi, tentata estorsione e contrabbando. In particolare, la magistratura lo ha individuato come promotore e organizzatore di una articolazione territoriale della ’ndrangheta attiva nel basso Piemonte. Un quadro rafforzato da una condanna definitiva intervenuta nel 2024.
Le indagini hanno inoltre ricostruito l’operatività di un’associazione per delinquere attiva tra Piemonte e Liguria, con ramificazioni anche in altre aree del Paese. Il gruppo sarebbe stato impegnato nel contrabbando di tabacchi lavorati esteri e bevande alcoliche, attività che avrebbe generato profitti consistenti.
Proprio su questo fronte, gli investigatori hanno sviluppato anche una ricostruzione sotto il profilo tributario, quantificando l’evasione di diritti doganali – tra accise, dazi e IVA all’importazione – legata ai traffici illeciti. Risorse che, secondo l’accusa, sarebbero confluite nel patrimonio oggi sottoposto a sequestro.
L’operazione conferma ancora una volta la presenza della ndrangheta nel Basso Piemonte.
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