Ridurre l’asfalto e il cemento per fare spazio al verde, migliorando il microclima urbano e rendendo la città più resiliente agli eventi meteorologici estremi. È questa la proposta avanzata da Gabriele Farello, che invita il Comune di Casale Monferrato a introdurre nel proprio piano urbanistico il principio della “depavimentazione”, conosciuto anche con il termine inglese depaving.

L’idea prende spunto da quanto avvenuto a Genova, che circa un mese fa è diventata la prima città italiana a inserire questo concetto nella propria pianificazione urbanistica. L’obiettivo è favorire la rimozione delle superfici impermeabili in asfalto e cemento, sostituendole con aiuole, alberature, giardini o prati.

Secondo Farello, gli interventi potrebbero interessare sia gli spazi pubblici sia quelli privati, prevedendo anche incentivi fiscali per i proprietari che decidessero di eliminare pavimentazioni inutilizzate.

I benefici sarebbero molteplici. Da un lato, il verde contribuirebbe a ridurre le temperature estive, contrastando il fenomeno delle isole di calore urbane, poiché cemento e asfalto accumulano e rilasciano molto più calore rispetto alle superfici vegetate. Dall’altro, aumenterebbe la capacità del terreno di assorbire l’acqua piovana, limitando gli allagamenti provocati dalle precipitazioni intense, sempre più frequenti a causa dei cambiamenti climatici.

La proposta richiama anche l’utilizzo di superfici drenanti, come grigliati erbosi o fasce verdi nei parcheggi, per favorire l’infiltrazione naturale dell’acqua nel terreno.

Farello individua già alcuni possibili interventi a Casale Monferrato. Tra questi il piazzale antistante la chiesa di Santa Caterina, in piazza Castello, dove parte dell’asfalto potrebbe lasciare spazio a un’area verde capace di valorizzare anche il contesto monumentale. Un’altra ipotesi riguarda il cortile di Santa Croce – Palazzo Langosco, oggi in ghiaia, che potrebbe trasformarsi in un giardino con ricadute positive anche per il Museo Civico. Indicata inoltre l’area davanti alle scuole Martiri della Libertà, in corso Manacorda.

La proposta guarda anche alle aree private, in particolare alle superfici dismesse del quartiere Oltreponte. Farello suggerisce di prevedere sgravi fiscali per i proprietari che rimuovessero le pavimentazioni in asfalto e cemento di aree inutilizzate, come gli ex distributori di carburante di via Adam e via Camurati, favorendone una rinaturalizzazione.

«La depavimentazione dovrebbe entrare nell’urbanistica comunale – sostiene Farello –. Non si tratta di una rivoluzione, ma di un contributo concreto per alleviare i problemi causati dall’aumento delle temperature medie e dai danni provocati dalle piogge violente, che stanno diventando sempre più frequenti».

Una proposta che punta a coniugare sostenibilità ambientale, qualità urbana e adattamento ai cambiamenti climatici, aprendo il dibattito su un diverso modo di progettare gli spazi della città.

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Di Moscone

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