Incontro Federica Roveda e Michela Guani alla metà di luglio, per farmi raccontare del lavoro svolto nei primi sei mesi dal loro incarico come “disability tema” del comune di Novi Ligure. Chiedo a Michela, incaricata dal Sindaco come Disability Manager, come nasce la sua collaborazione con Federica.  Mi spiega che entrambi hanno partecipato alla manifestazione d’interesse per l’incarico di Disability Manager, e che le è sembrato naturale chiedere a Federica di lavorare con lei: «per me è un’esperienza nuova, affrontarla in due è più stimolante» 

Ridendo le dico: «così siete diventate un Disability Team». Michela mi risponde: «Sì, questa definizione mi piace molto di più che Disability Manager, e definisce meglio il lavoro che stiamo portando avanti». 

Chiedo a Michela come nasce il suo interesse per il mondo delle disabilità. Mi racconta di essere cresciuta con due cugini non vedenti, di aver camminato al loro fianco durante il loro percorso verso l’autonomia e l’autodeterminazione «così dopo la laurea in Filosofia con indirizzo Psicologico, ho pensato di mettere a frutto la mia esperienza occupandomi di bambini neuro divergenti, per poi approdare all’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, dove lavoro da 25 anni»

Federica, laureata in Psicologia, oggi frequenta un Master per diventare Psicoterapeuta, e lavora come insegnante di sostegno.  Mi racconta che il suo percorso di studio, e il conseguente tirocinio, l’hanno portata ad avvicinarsi al mondo dell’autismo. «Nel mio lavoro di insegnante, voglio supportare i miei allievi, non sostituirmi a loro». 

Come per Michela, l’autonomia e l’autodeterminazione sono l’obbiettivo che perseguono quando prendono in carico una persona con disabilità. Michela e Federica affermano di volersi fare portavoce, di tutte le associazioni e di tutte quelle persone che credono sia arrivato il momento di divulgare un nuovo approccio alle disabilità, un cambio di paradigma, che porti a considerare i disabili come individui, sottolineando le loro competenze, anziché sottolineare sempre i loro limiti, per far comprendere che spesso la disabilità è creata, non tanto dalla condizione della persona, ma dal contesto in cui vive. 

Mi raccontano come in questi sei mesi di lavoro, hanno incontrato associazioni di disabili, cittadini, assolvendo a richieste, consegnando alcune Disability Card, portando all’attenzione degli uffici competenti segnalazioni diverse: parcheggi per persone con disabilità mal segnalati, rottura dell’ascensore dell’Asl.

«Riteniamo molto importante l’ascolto– mi dicono – Per il prossimo anno ci siamo date un obbiettivo che riteniamo fondamentale, viste le grandi difficoltà segnalate dagli utenti nel reperire informazioni certe, abbiamo pensato di creare un opuscolo dove indicare tutti i servizi offerti a Novi. Abbiamo iniziato incontrando i gestori della Piscina, dopo la pausa chiederemo un incontro al Csp, il Teatro Marenco e la Biblioteca». 

Percepisco il loro entusiasmo, la loro determinazione e il loro sorriso, quando affermano di voler diventare un punto informativo e di ascolto specializzato all’interno della Casa Comunale, sia con il front office, sia attraverso una pagina dedicata alle disabilità all’interno del sito del Comune. 

Io credo che la passione, le competenze e la voglia di lavorare in rete siano tre caratteristiche fondamentali per raggiungere gli obbiettivi che ci si prefigge, caratteristiche che ho trovato in queste due donne, che hanno avuto il coraggio di mettersi in gioco, affrontando una nuova esperienza, in un mondo, quello dell’amministrazione Comunale, a loro sconosciuto, non mi resta che dire: buon lavoro ragazze. 

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