Con il senso di moderata insoddisfazione che mi contraddistingue di fronte a compiti nuovi, complessi e impegnativi, rileggevo in questi giorni il DUP -documento unico di programmazione- che la Giunta comunale di cui faccio parte ha sottoposto al voto del Consiglio comunale di Novi Ligure nei giorni scorsi.
Molti gli impegni presi con gli elettori. In parte completati, in parte in corso, con andamento più o meno soddisfacente, alcuni ancora da affrontare. A dicembre questa amministrazione sarà al giro di boa: due anni e mezzo alle spalle, due anni e mezzo davanti a sé.
Alcuni, e grossi, i problemi sorti nel frattempo, le difficoltà da affrontare e possibilmente risolvere nell’interesse della città.
Ma quello che stavo cercando con la mia rilettura era qualcosa che intanto non fosse il completamento o la gestione di quanto ereditato (c’è chi semina e chi poi innaffia, concima e se riesce raccoglie, nelle amministrazioni come nella vita) e che non fosse neppure un generico gestire in modo efficiente ed efficace. La manutenzione stradale è doverosa, ma fatti i conti con le risorse disponibili tutti la realizzano facendo del loro meglio. E così via per tutto ciò che riguarda impianti sportivi, verde pubblico, controlli e sicurezza nella circolazione stradale (giacché la sicurezza in senso stretto, mai sufficiente beninteso, è responsabilità primaria delle forze dell’ordine e quindi dello Stato), rilascio di licenze e permessi, regolamentazione del commercio, servizi cimiteriali e altro ancora.
A risorse illimitate si farebbe senz’altro meglio, ma tant’è.
Cosa ho trovato che considero degno di orgoglio e di vanto, dunque?
Non ho molti dubbi. Dobbiamo essere orgogliosi di “passare alla storia” (la piccola storia locale) per aver deciso di accettare la sfida, lanciata poco più di un anno fa dal Governo al nostro comune come a tanti altri, che però spesso hanno rinunciato, per i tempi ristrettissimi di progettazione ed esecuzione o per altri timori: accedere ad un contributo PNRR di quasi un milione di euro e realizzare un nuovo asilo nido, per portare Novi in linea con gli obiettivi di percentuale di nuovi nati ai quali viene data la possibilità di essere accolti in una struttura educativa prima della scuola dell’infanzia. E contribuire all’aumento dell’occupazione femminile, che vede l’Italia sempre fanalino di coda in Europa.
In questi giorni sono stati pubblicati i dati ISTAT sulla natalità e abbiamo assistito al consueto lamento sull’inverno demografico inarrestabile, abbiamo ascoltato mille analisi e qualche proposta di rimedio.
Garantire un supporto continuativo alle famiglie, in modo che entrambi i genitori possano lavorare, senza l’ansia della cura dei minori è senz’altro uno strumento prezioso. Il più utile ed efficace tra quelli di competenza comunale.
Quando poi questo si coniuga, come nel caso di Novi, con il recupero di un complesso immobiliare di pregio ai bordi del centro storico, dando continuità alla volontà benefica della famiglia Oneto, aggiornandone la finalità in base alle nuove esigenze… ebbene, come direbbe qualcuno, “è proprio tanta roba”.




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