Il 31 ottobre ho festeggiato halloween con la mia bambina che lo aspettava da settimane. Dopo la scuola si è preparata con cura, addobbata con vestito e un trucco a suo dire horror e siamo uscite per festeggiare in centro. Ci siamo fermate nel nostro bar preferito a prendere qualcosa, abbiamo fatto “dolcetto e scherzetto” in molti negozi del centro, partecipato ad un piccolo laboratorio a tema in libreria approfittando della sosta per acquistare un libro di fumetti. Siamo arrivate in piazza Dellepiane dove l’androne del comune si era trasformato: streghe , vampiri e zucche lo popolavano, l’animazione truccava i bambini e distribuiva palloncini.
Una festa semplice ma secondo mia figlia “bellissima”.
Novi era strapiena di persone, perlopiù famiglie, e di bambini che per due ore hanno vissuto in allegria quella che in fondo è anche la loro città.
Ho pensato ai commercianti che con un piccolo gesto (un sacchetto di caramelle) avevano reso vivo il centro della città, riempiendo le vie che probabilmente altrimenti sarebbero state vuote, essendo il tempo di venerdì non particolarmente clemente, umido e piovviginoso.
Cosi Facendo non solo avevano reso felici i bambini ma avevano anche fatto promozione al proprio negozio e al proprio territorio. Perchè magari qualche genitore ha approffittato dell’uscita per fare un acquisto o semplicemente per guardare una vetrina addocchiando un prodotto da comprare nel prossimo futuro. Insomma, ho pensato, si era unito per tutti utile e dilettevole.
La sera stessa e anche il giorno dopo ho sentito però le ormai immancabili polemiche. Alcuni commercianti si lamentavano dei bambini che entravano nei negozi. Ho sentito la,definizione di “orde di bambini” , manco fosse stata un’invasione degli Unni, che intralciavano il lavoro. Ho sentito di negozianti che l’anno prossimo non solo cercheranno di non partecipare all’iniziativa ma stanno pensando di tenere chiuso quasi fosse necessario proteggersi da pericolosi maghetti e zombie di 7 o 8 anni.
Sicuramente queste sono le voci di una minoranza e non entro nel merito di eventuali pecche nell’organizzazione che, se ci sono state, spero vengano risolte per le manifestazioni future.
Mi è sorta però una considerazione: leggiamo e parliamo spesso del problema delle nuove generazioni che rischiano l’isolamento, la chiusura in se stessi per mancanza di socializzazione però quando, un pomeriggio all’anno, per poche ore le vie delle nostre città diventano luoghi dedicati a loro e a loro misura, ce ne lamentiamo.
Forse per alcuni, parafrasando un famoso titolo questa città, evidentemente, “non è un paese per bimbi”.
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2 commenti su “ Novi non è un paese per bimbi? ”
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Domanda: qual’è la vera Novi? Quella delle decine di associazioni di volontariato vanto della nostra città o quella di alcuni commercianti che mandano via dei bambini per delle caramelle il giorno di halloween?
Altro che decorare i negozi sfitti mediante pannelli o vetrofanie così da evitare l’effetto vetrina vuota e desolata qui serve un cambiamento culturale. Cari bambini siete il nostro futuro. Imparate oggi per non sbagliare domani.
Ma veramente pensate che lo spirito di una festa per bambini (che già e’ di per se per me non ha senso ma soprassediamo ) sia di entrare negli esercizi commerciali? Volete copiare tradizioni che non ci appartengono e manco siete capaci…ma cosa insegnate ai bambini ?