Si è svolto mercoledì 11 febbraio, presso l’Associazione Cultura e Sviluppo di Alessandria, il convegno “Beni confiscati, politiche antimafia, azzardo patologico: 100 passi sul territorio alessandrino”, promosso dal coordinamento alessandrino di Libera. L’iniziativa ha fatto il punto su tre temi chiave della piattaforma AL6 presentata nel 2022 in vista delle amministrative, con particolare attenzione ai numeri più recenti relativi al gioco d’azzardo legale nella provincia.

L’incontro ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali e di associazioni impegnate sui temi della legalità e del contrasto alle mafie. Sono intervenuti l’assessore del Comune di Alessandria Michelangelo Serra, in sostituzione del sindaco Giorgio Abonante; Roberto Montà, presidente di Avviso Pubblico; il commissario Roberto Bellasio, dell’Agenzia Nazionale per l’Amministrazione e la Destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati alla Criminalità Organizzata; e Maria José Fava, della direzione nazionale di Libera, che ha illustrato il dossier “Azzardomafie”.

Il rappresentante dell’Agenzia Nazionale per l’Amministrazione e la Destinazione dei Beni Sequestrati ha illustrato le modalità che la legge prevede per la confisca dei beni frutto delle attività criminose, con l’obiettivo finale di dare un riutilizzo sociale del beni stessi.

Per quanto riguarda il dossier Azzardomafie, secondo i dati presentati nel corso dell’incontro, nel 2024 nella sola provincia di Alessandria sono stati giocati oltre 650 milioni di euro nei giochi d’azzardo legali. Di questi, circa 92 milioni di euro costituiscono la perdita reale delle persone, ovvero la differenza tra quanto puntato e quanto effettivamente vinto. Numeri che confermano la presenza di un fenomeno diffuso e strutturale su tutto il territorio, con una forte incidenza dei giochi ad alta frequenza e una crescita del canale online.

Nel capoluogo Alessandria il totale giocato ha raggiunto 278,2 milioni di euro, con una perdita netta di 43 milioni. La spesa media pro capite si attesta a 2.992 euro all’anno, con una perdita media di 463 euro per residente. Gran parte delle somme si concentra su slot, VLT e giochi ad alta frequenza, che da soli rappresentano circa 145,7 milioni di eurodel totale.

Dati significativi emergono anche negli altri centri della provincia. Ad Acqui Terme sono stati giocati 59,4 milioni di euro, con una perdita di 9,4 milioni e una spesa media pro capite di oltre 3.100 euro all’anno, risultando il comune con la perdita pro capite più alta (496 euro). A Casale Monferrato il totale giocato è stato di 79,7 milioni di euro, con una perdita di 10,6 milioni e una perdita pro capite di 310 euro; qui l’online supera il gioco fisico, con oltre 44 milionigiocati in modalità telematica.

Novi Ligure il giocato ha raggiunto 72 milioni di euro, con 10,9 milioni di perdita e una media pro capite di 396 euro, con una quota rilevante legata a VLT e lotterie istantanee. Tortona registra 94 milioni di euro giocati e 10,1 milioni di perdita, con un dato pro capite tra i più alti della provincia (3.480 euro gioco pro capite e 375 euro di perdita). Ad Ovada il totale è di 25,1 milioni con 3,9 milioni di perdita e una perdita pro capite di 357 euro, mentre a Valenza si registrano 43,1 milioni giocati e 4,1 milioni di perdita, con la perdita pro capite più bassa tra i centri analizzati (241 euro) e il gioco online che supera quello fisico.

La classifica per perdita pro capite vede in testa Acqui Terme (496 €), seguita da Alessandria (463 €), Novi Ligure (396 €), Tortona (375 €), Ovada (357 €), Casale Monferrato (310 €) e Valenza (241 €).

Nel corso dell’incontro, oltre all’analisi dei numeri, si è discusso del ruolo delle istituzioni locali nella promozione di politiche efficaci contro il gioco d’azzardo patologico e nella valorizzazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Il commissario dell’Agenzia Nazionale per i Beni Confiscati ha presentato le novità sulla Piattaforma Unica di Destinazione e sull’Infoweb dei beni confiscati, mentre il presidente di Avviso Pubblico ha evidenziato l’importanza dell’adesione degli enti locali alla rete nazionale per la formazione civile contro le mafie.

Maria José Fava, illustrando il dossier “Azzardomafie”, ha sottolineato come i dati alessandrini si inseriscano in un quadro regionale e nazionale che richiede interventi mirati di prevenzione, informazione e regolazione, con un coordinamento tra istituzioni, società civile e mondo associativo.

L’evento ha offerto un’occasione di confronto e approfondimento, con l’obiettivo di tradurre i dati sul territorio in azioni concrete a tutela delle comunità locali.

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