Seduta segnata da tensioni politiche quella del Consiglio comunale di Novi Ligure riunito ieri sera, 4 marzo 2026. Al centro del dibattito un ordine del giorno presentato dal gruppo consiliare Verdi e Sinistra per Novi, a firma del consigliere Salvatore Campanile, relativo al disegno di legge nazionale sul consenso nella definizione del reato di violenza sessuale.
Il documento esprime preoccupazione per il testo attualmente in discussione al Senato e chiede che la normativa recepisca pienamente il principio secondo cui la violenza sessuale deve essere definita dall’assenza di un consenso libero, esplicito e inequivocabile, in linea con la Convenzione di Istanbul e con le richieste dei centri antiviolenza.
Tra i punti richiamati nel testo viene sottolineato anche che silenzio, immobilità, shock o paura non possono essere interpretati come consenso e che la riforma dovrebbe riconoscere esplicitamente il principio secondo cui «solo un sì è sì».
Prima dell’inizio della discussione sull’ordine del giorno, i consiglieri di opposizione Dolcino e Perocchio (Lega), Poletto e Porta (Forza Italia) e Marco Bertoli (Fratelli d’Italia) hanno lasciato l’aula senza motivare pubblicamente la loro decisione. Nella foto di apertura, i loro banchi vuoti. Colpisce che anche Maria Rosa Porta, che ricopre l’incarico di Presidente della commissione regionale Pari Opportunità, abbai deciso di lasciare l’aula senza motivare la sua scelta, come invece è solita fare.
«La minoranza, ad eccezione del consigliere del movimento 5 stelle, è scappata abbandonando l’aula – ci ha detto Campanile – e quando dico scappata non uso una figura retorica per rendere l’idea, è proprio, letteralmente scappata alzandosi in blocco correndo via evitando la discussione e soprattutto il voto».

«Peccato – prosegue Campanile – perché sarebbe stata un’ottima occasione per confrontarsi e magari farci spiegare per quale motivo la Presidente del Consiglio dei Ministri (la Meloni) ha tradito una parola data, parola che in un primo tempo aveva permesso un voto unanime alla Camera dei Deputati, forse perché è troppo abituata a promettere per poi non mantenere.
Per fortuna il dibattito che è scaturito dopo la inopinata fuga di Fratelli di Italia, Forza Italia e Lega, è stato molto interessante, approfondito e in grado di colpire le emozioni dei presenti.
Questa non è altro che l’ennesima dimostrazione dell’incapacità di alcune forza politiche, anche in un ambito limitato come l’aula di un Consiglio Comunale, di affrontare un dibattito serio e argomentato. Certi partiti e alcuni politici nostrani sanno solo appiccare il fuoco ed innestare polemiche strumentali e inutili».
«Mi è dispiaciuto dell’atteggiamento della minoranza – ha concluso Campanile – ma contemporaneamente sono davvero contento della capacità dei consiglieri che erano presenti di cogliere l’importanza del tema e di svilupparlo. Novi merita di più di qualche incendiario dilettante e di qualche professionista della polemica: merita di essere ben governata nell’interesse dei propri cittadini e di quelli di tutto il paese».
Al termine della discussione, l’ordine del giorno è stato approvato all’unanimità dai consiglieri presenti, con il voto favorevole anche del consigliere Paolo Coscia del Movimento 5 Stelle, unico esponente dell’opposizione rimasto in aula.
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