Un manoscritto ritrovato riporta alla luce una figura quasi dimenticata del Rinascimento italiano. A firmare questo importante lavoro di ricerca è Sandro Bondi, storico, saggista ed ex ministro per i Beni e le Attività culturali, oggi residente a Novi Ligure, che aggiunge un nuovo tassello ai suoi studi dedicati alla storia religiosa del Cinquecento.
Il volume, pubblicato per la prima volta sulla prestigiosa rivista scientifica Analecta Augustiniana, ricostruisce la vicenda di Alessio Casani da Fivizzano (1491-1570), teologo agostiniano, predicatore e uomo di governo dell’Ordine, protagonista di una delle stagioni più travagliate della storia della Chiesa.
Nato a Fivizzano nel 1959, Sandro Bondi è stato sindaco della sua città natale, senatore della Repubblica e ministro per i Beni e le Attività culturali. Laureato in Storia e Filosofia, ha sempre affiancato all’attività politica un’intensa produzione saggistica, dedicando particolare attenzione alla memoria religiosa e culturale del Rinascimento italiano. Da tempo vive a Novi Ligure, dove è direttore artistico del Teatro Romualdo Marenco.

Nel corso degli anni Bondi ha pubblicato numerosi volumi dedicati a protagonisti e temi della storia religiosa del Cinquecento, tra cui Leonardo Vallazzana: agostiniano, teologo, predicatore e avversario di Girolamo Savonarola, Fra’ Agostino da Fivizzano, La civiltà dell’amore, Credenti, Adriano Olivetti, Fra le tue braccia e altri saggi nei quali si intrecciano ricerca storica, riflessione culturale e interesse per le vicende civili del Paese.
Il nuovo libro si concentra sulla figura di Alessio Casani, religioso agostiniano che attraversò da protagonista gli anni della diffusione delle idee della Riforma in Italia. Più volte accusato di luteranesimo, interrogato dall’Inquisizione e costretto a difendersi da sospetti ricorrenti, Casani riuscì tuttavia a dimostrare la propria fedeltà alla Chiesa cattolica.
La sua storia si intreccia con quella di alcuni dei maggiori protagonisti del XVI secolo, tra cui il generale dell’Ordine agostiniano Girolamo Seripando e l’imperatore Carlo V, accompagnando il lettore nei conventi, nelle università e nelle corti dell’Italia rinascimentale, tra dispute teologiche, libri proibiti, rivalità interne agli ordini religiosi e il crescente controllo esercitato dal Santo Uffizio.
Più che una semplice biografia, il volume rappresenta uno spaccato di un’epoca nella quale il confine tra ortodossia ed eresia era estremamente sottile e una semplice accusa poteva compromettere un’intera esistenza. Grazie al ritrovamento del manoscritto e al lavoro di ricostruzione svolto da Bondi, torna così alla luce una testimonianza di grande valore storico, destinata agli studiosi ma capace di interessare anche i lettori appassionati di storia, offrendo una chiave di lettura originale su uno dei periodi più complessi della cristianità occidentale.
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