Il Timorasso della Val Borbera sarà tra i protagonisti di Terra Madre Salone del Gusto 2026, in programma a Torino dal 24 al 27 settembre. Le Aree Protette dell’Appennino Piemontese porteranno alla manifestazione il progetto che punta a conciliare la produzione vitivinicola con la tutela della biodiversità nei vigneti.
L’iniziativa sarà presentata giovedì 24 settembre alle 15 nello Spazio Foreste, Montagna e Biodiversità dello stand della Regione Piemonte, in Piazzetta Reale, durante l’incontro «Buono, pulito e protetto. L’agrobiodiversità delle Aree Protette piemontesi sulla tavola».
L’appuntamento, promosso dai Settori Biodiversità e Aree Naturali e Foreste della Regione Piemonte, vedrà la partecipazione delle Aree Protette dell’Appennino Piemontese, delle Alpi Marittime e delle Alpi Cozie, insieme al Parco fluviale Gesso e Stura. Alle 17, nello Spazio Incontri Eccellenza Piemonte, è prevista anche una degustazione di Timorasso insieme ad altri prodotti rappresentativi delle aree protette piemontesi.
Al centro della presenza dell’Appennino Piemontese a Terra Madre ci sarà l’esperienza avviata nei vigneti di Costa Merlassino, nel territorio di Cantalupo Ligure, all’interno della Zona Speciale di Conservazione Strette della Val Borbera.
Il progetto nasce dalla necessità di far convivere i vigneti di qualità presenti nell’area con la conservazione degli habitat prativi di interesse comunitario. L’Ente Parco, insieme ad ARPA Piemonte e ai produttori locali, sta lavorando all’introduzione nei vigneti di pratiche basate sulle cosiddette “Nature based solutions”, sviluppate nell’ambito della Rete Natura 2000.
In particolare saranno individuati alcuni prati “donatori” e selezionate sementi di specie erbacee spontanee autoctone. Queste verranno utilizzate per l’inerbimento alternato tra i filari, con l’obiettivo di creare una continuità ecologica tra le aree esterne e quelle interne ai vigneti e favorire così la biodiversità.
A illustrare l’esperienza a Terra Madre saranno Gabriele Panizza, funzionario tecnico dell’Ente di gestione delle Aree Protette dell’Appennino Piemontese, ed Enrico Rivella, biologo e naturalista di ARPA Piemonte, esperto di biodiversità e valutazioni ambientali.
Il progetto si lega anche alla storia del Timorasso, vitigno autoctono profondamente legato ai Colli Tortonesi e alle zone pedemontane della Val Borbera. Dopo avere rischiato la scomparsa, anche a causa dell’abbandono delle campagne nel secondo dopoguerra, il vitigno è stato recuperato a partire dagli anni Ottanta grazie al lavoro di alcuni produttori del territorio, fino a diventare uno dei vini bianchi piemontesi maggiormente identificativi del Tortonese.
La partecipazione a Terra Madre consentirà inoltre di presentare il più ampio patrimonio agroalimentare dell’Appennino piemontese e del basso Piemonte: dal Montebore alla Robiola di Roccaverano Dop, dal Gavi Docg al Dolcetto di Ovada Docg, fino al tartufo bianco dell’Ovadese, ai funghi porcini, alle castagne e al miele di castagno.
Un patrimonio nel quale produzione agricola e tutela dell’ambiente sono strettamente collegate. Ed è proprio questo il messaggio che l’Ente dell’Appennino Piemontese porterà a Torino: la biodiversità può diventare non un limite alla viticoltura e all’agricoltura, ma uno degli elementi attraverso i quali valorizzare le produzioni e il paesaggio delle aree interne.
Ti è piaciuto questo articolo? Offrici un caffè con Ko-Fi

Segui il moscone su Telegram per ricevere una notifica ogni volta che viene pubblicato un nuovo articolo https://t.me/ilmoscone


