Maxi confisca da circa 2 milioni di euro nell’Alessandrino. La Direzione Investigativa Antimafia di Torino, insieme alla Divisione Anticrimine della Questura di Alessandria, ha dato esecuzione nei giorni scorsi a un provvedimento di confisca patrimoniale nei confronti di un noto pregiudicato alessandrino, ritenuto vicino a esponenti di spicco della ’ndrangheta insediati nel Basso Piemonte.
Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale di Torino, Sezione Misure di Prevenzione, ai sensi del Codice antimafia, su proposta congiunta del direttore della DIA e del questore di Alessandria.
L’uomo era già stato coinvolto in vicende giudiziarie relative a gravi reati, tra cui associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio, estorsione, spaccio di sostanze stupefacenti e porto abusivo di armi.
Al centro degli accertamenti condotti dagli investigatori è emersa una consistente sproporzione tra i redditi dichiarati e il patrimonio effettivamente riconducibile all’uomo. Le indagini patrimoniali hanno permesso di individuare beni e disponibilità finanziarie che, secondo gli inquirenti, sarebbero stati nella sua disponibilità anche attraverso intestazioni a soggetti terzi.
In particolare, sarebbero stati utilizzati come intestatari il figlio, la moglie e altri due pregiudicati. Questi ultimi sono finiti sotto indagine per l’ipotesi di intestazione fittizia di beni, un meccanismo che può consentire di occultare la reale titolarità di patrimoni e attività economiche.
La confisca ha interessato beni mobili, immobili, complessi aziendali e rapporti finanziari, per un valore complessivo stimato in circa 2 milioni di euro.
Nei confronti del destinatario del provvedimento, ritenuto socialmente pericoloso dal Tribunale, è stata inoltre disposta la sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per quattro anni, una misura di prevenzione personale che comporta specifiche limitazioni e prescrizioni.
Secondo quanto comunicato dalle autorità, si tratta di una delle operazioni di confisca patrimoniale più rilevanti mai eseguite nella provincia di Alessandria.
L’intervento conferma la centralità delle indagini economico-patrimoniali nell’azione di contrasto alla criminalità organizzata, con particolare attenzione alle infiltrazioni della ’ndrangheta nel tessuto economico del Basso Piemonte. L’obiettivo delle misure di prevenzione patrimoniali è sottrarre alla disponibilità dei soggetti ritenuti pericolosi le ricchezze di provenienza illecita o comunque non giustificate dalle loro capacità reddituali, colpendo gli interessi economici che possono alimentare le attività criminali.
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