Riprendono alla Biblioteca di Serravalle Scrivia gli incontri con Patrizia Ferrando, giornalista e scrittrice che negli ultimi anni ha accompagnato il pubblico alla scoperta di personaggi e vicende tra letteratura, arte, storia e biografie.
Il primo appuntamento del nuovo ciclo è in programma martedì 6 ottobre alle 17 e sarà dedicato a una figura tanto straordinaria quanto poco conosciuta in Italia: Iulia Hasdeu. Il titolo dell’incontro, «Iulia Hasdeu. La ragazza della Sorbona. Una ragazza fra Belle Époque e mistero», anticipa una storia segnata da un talento precocissimo, da una breve vita e da un singolare epilogo legato allo spiritismo.
Nata a Bucarest nel 1869, Iulia era figlia dell’erudito e scienziato Bogdan Petriceicu Hasdeu. Secondo la biografia proposta dalla Biblioteca, già a due anni e mezzo sapeva leggere, mentre a cinque anni componeva versi in diverse lingue. A undici anni conseguì il diploma di maturità al Liceo Saint Sava di Bucarest e contemporaneamente si diplomò in canto e pianoforte al Conservatorio.
Ancora giovanissima si trasferì con la madre a Parigi. A diciassette anni divenne la prima donna rumena ammessa alla Facoltà di Lettere e Filosofia della Sorbona. Nella capitale francese si fece apprezzare per la preparazione e il rigore negli studi, arrivando ad avviare una tesi sulla filosofia della storia.
Alla formazione accademica affiancò una produzione letteraria scritta in gran parte in francese. Si dedicò alla poesia e alla drammaturgia, lavorando anche a una rielaborazione del personaggio di Ofelia e a commedie ambientate nel mondo universitario parigino.
La sua vicenda si interruppe però precocemente. Colpita dalla tubercolosi, Iulia Hasdeu morì nel 1888, ad appena diciotto anni. Le sue opere furono pubblicate postume grazie al padre. Del rapporto tra i due rimangono anche le lettere nelle quali emerge un intenso dialogo intellettuale su storia, filosofia e impegno morale.
La morte della ragazza segnò profondamente Bogdan Petriceicu Hasdeu, che negli anni successivi si avvicinò allo spiritismo e alla scrittura automatica nel tentativo di stabilire un contatto con la figlia. A questa fase della sua vita è legata anche la costruzione del Castello Iulia Hasdeu a Câmpina, in Romania, edificio caratterizzato da numerosi elementi simbolici ed esoterici e che, secondo quanto si raccontava all’epoca, sarebbe stato progettato seguendo indicazioni attribuite allo spirito della giovane.
È proprio l’intreccio tra il talento della ragazza, l’ambiente culturale della Belle Époque, la sua precoce emancipazione e il misterioso capitolo apertosi dopo la morte a costituire il filo conduttore dell’incontro condotto da Patrizia Ferrando.
Quello del 6 ottobre sarà il primo di una serie di appuntamenti che proseguiranno nei prossimi mesi alla Biblioteca di Serravalle Scrivia, rinnovando una proposta dedicata alla scoperta di protagonisti, storie e pagine meno conosciute della cultura e della letteratura.
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