Due ordini del giorno dedicati alla crisi dell’ex Ilva e al sostegno delle imprese agricole piemontesi sono rimasti senza voto in Consiglio regionale. A denunciare quanto accaduto nella seduta di mercoledì 4 novembre è il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Pasquale Coluccio, primo firmatario dei due documenti, che accusa la maggioranza di centrodestra di aver fatto mancare il numero legale, impedendo la prosecuzione dei lavori.
Secondo quanto riferito dal consigliere pentastellato, numerosi esponenti dei partiti di maggioranza avrebbero abbandonato l’aula prima delle 18, nonostante la seduta fosse convocata fino alle 19. Un’ora durante la quale, sostiene Coluccio, sarebbe stato possibile discutere e votare entrambi gli atti di indirizzo.
Il primo ordine del giorno riguardava la situazione dell’ex Ilva e impegnava la Giunta regionale guidata da Alberto Cirio a intervenire presso il Governo Meloni e il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso per ottenere un piano industriale immediato per gli stabilimenti di Novi Ligure, Genova-Cornigliano e Racconigi.
Una richiesta che si inserisce nella difficile situazione attraversata dal gruppo siderurgico, con pesanti incertezze sulle prospettive produttive e occupazionali degli stabilimenti e sulle garanzie per i lavoratori.
Il secondo documento proponeva invece l’istituzione di un contributo straordinario destinato alle imprese agricole piemontesi, per compensare almeno in parte l’aumento dei costi del gasolio, una delle voci di spesa che incidono maggiormente sull’attività delle aziende del settore.
«Una vergogna quanto accaduto ieri in Consiglio regionale, dove avremmo dovuto discutere gli ordini del giorno a mia prima firma su ex Ilva e caro gasolio», dichiara Coluccio, che punta il dito contro il comportamento della maggioranza.
«Giunta e consiglieri di maggioranza sono sempre pronti a spendersi per gli annunci a mezzo stampa o via social, ma quando c’è da fare qualcosa di concreto si dimostrano evanescenti e disertano il Consiglio regionale».
Il consigliere del Movimento 5 Stelle interpreta l’interruzione dei lavori come un segnale di disinteresse nei confronti di due categorie che stanno attraversando una fase particolarmente delicata: i lavoratori della siderurgia e gli imprenditori agricoli.
«Invece di prendere una posizione politica su due vicende che richiedono risposte urgenti e concrete, la Destra ha deciso di correre in fretta e furia a casa. Il disinteresse verso i lavoratori e le lavoratrici ex Ilva, così come verso le imprese agricole piemontesi, è evidente».
La mancata votazione non comporta la bocciatura dei due ordini del giorno, che restano in attesa di essere esaminati dall’assemblea regionale.
Da qui la richiesta di Coluccio di riportarli rapidamente all’attenzione del Consiglio: «La maggioranza esca dal torpore. Chiediamo che questi atti vengano discussi subito, senza perdere altro tempo prezioso».
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