Un attacco frontale al disegno di legge nazionale che punta a reintrodurre l’energia nucleare arriva dal consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Pasquale Coluccio. Il provvedimento, che delega al Governo la possibilità di reintrodurre reattori e depositi di scorie nucleari sul territorio italiano, viene definito da Coluccio «un blitz che calpesta la volontà popolare, esautora le Regioni e regala miliardi alle lobby dell’atomo».
Nel mirino dell’esponente pentastellato c’è in particolare il rischio che il Piemonte venga individuato come sede per nuovi impianti o depositi. «Il Governo prova a imporre al nostro territorio nuove installazioni nucleari definendole “sostenibili”. Non lo permetteremo. Presenterò una mozione in Consiglio regionale per impegnare la Giunta Cirio a rigettare con forza ogni ipotesi di questo tipo, difendendo le prerogative del Piemonte», dichiara Coluccio.
Il disegno di legge, sottolinea il consigliere, contrasterebbe apertamente con lo Statuto della Regione Piemonte, che obbliga le istituzioni a contrastare le fonti di inquinamento e a promuovere l’uso di risorse energetiche ecocompatibili e rinnovabili. «Inoltre, l’affidamento ai privati della scelta dei siti per reattori o depositi rappresenta una grave violazione delle competenze regionali in materia di salute e ambiente», aggiunge.
Il Piemonte, ricorda Coluccio, porta ancora le cicatrici delle scelte sbagliate del passato in campo nucleare, come dimostrano le difficoltà legate allo smantellamento degli impianti nel vercellese e alla gestione delle scorie. «Aprire nuovamente le porte al nucleare, anziché investire con decisione sulle fonti rinnovabili, sarebbe una scelta miope e pericolosa», afferma.
Il Movimento 5 Stelle chiede il ritiro immediato del disegno di legge e la definizione di un protocollo Stato-Regioni vincolante su qualsiasi decisione in materia energetica, insieme a un Piano nazionale sulle rinnovabili che preveda investimenti su fotovoltaico, eolico, idrogeno verde ed efficienza energetica.
«Se il Governo Meloni tirerà dritto – conclude Coluccio – saremo pronti a mobilitare Comuni, cittadini e comitati per promuovere un nuovo referendum contro il nucleare, a tutela della salute dei piemontesi e dell’ambiente».
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