Il 2 giugno 1946 fu una giornata importante per gli italiani. Dopo il ventennio fascista il popolo italiano poteva decidere sul proprio avvenire e quello, soprattutto, dell’Italia. Le donne, finalmente, potevano partecipare al voto; in realtà avevano già votato alle elezioni amministrative parziali svoltesi alcuni mesi prima.

Gli elettori quel giorno dovevano scegliere la forma istituzionale dello Stato: Monarchia o Repubblica? A livello nazionale il risultato fu il seguente: il 54,26% degli italiani scelse la Repubblica mentre il 45,74% votò per la Monarchia. 

Nei comuni novese 27.698 cittadini si dissero favorevoli alla Repubblica mentre 17.513 votarono per il Re. In percentuale, furono ben il 61,26% i novesi favorevoli alla Repubblica, il 7% in più rispetto al dato elettorale nazionale: un risultato che non lasciava dubbi.

Il voto per l’Assemblea Costituente

Insieme a quel voto i cittadini dovevano anche esprimersi per eleggere i partecipanti all’Assemblea Costituente che doveva elaborare la carta costituzionale, poi approvata il 22 dicembre 1947 e promulgata dal capo provvisorio dello stato Enrico De Nicola il 27 dicembre seguente, ed entrata in vigore il 1º gennaio 1948. L’Assemblea Costituente si insediò il 25 giugno 1946.

Scheda elettorale nella Circoscrizione Alessandria, Asti, Cuneo. 

Alla competizione elettorale, nel Collegio Alessandria, Asti, Cuneo, parteciparono la Democrazia Cristiana, il Partito socialista (PSIUP), il Partito Comunista, il Partito Repubblicano, l’Unione Democratica Nazionale, il Partito d’Azione, il CDR (Concentrazione Democratica Repubblicana), L’ Uomo Qualunque, il Partito Contadini d’Italia, il Partito Comunista Internazionalista.

Si recarono ai seggi elettorali 28.005.449 italiani, votarono 24.947.187, ovvero 89,08 %, un grande partecipazione popolare, segno che la competizione era molto sentita dagli elettori. Le schede bianche risultarono 643.067, quelle nulle (comprese le bianche) furono1.936.708. I seggi da assegnare erano 556.

Il voto nei Comuni del novese

Dalla tabella seguente si evince che nei Comuni dell’area novese il partito che prevalse in quasi tutti i Comuni è quello della Democrazia Cristiana, con l’esclusione di Basaluzzo, Francavilla, Pozzolo e Sardigliano dove il partito più votato risultò lo Psiup, mentre il Pci prevalse soltanto a Novi Ligure. Risulta poi evidente che la scelta nazionale di presentare liste seperate del Pci e dello Psiup, favorì la prevalenza della Democrazia Cristiana, cosa che, peraltro successe a livello nazionale dove quest’ultimo partito ottenne il 31,25% dei voti e 207 seggi in assemblea, mentre lo PSIUP raggiunse il 20,69% e 115 seggi, il PCI totalizzò 18,93 e 104 seggi. Se si sommano i voti assegnati ai due partiti di sinistra, si ottiene 39,62%, ma la storia non si fa sui “se” e sui “ma”.

I risultati divisi per i Comuni nel novese

In rosso il partito prevalente.

A Novi votarono così

Novi fu l’unico Comune dell’area dove prevalse il Partito Comunista, la città con il maggior numero di elettori, 16.011, con una percentuale di votanti del 92.80%. Il Pci ottenne il 37,85 dei voti, seguito dallo Psiup con il 26,91% e dalla Dc con il 21,95%. Sommando i due risultati dei partiti di sinistra si ottiene il 64,76%, una percentuale inferiore di circa quattro punti percentuali ottenuti nelle elezioni amministrative locali (68,89%) di qualche mese prima, quando i due partiti si presentarono uniti di fronte all’elettorato.

Novesi candidati all’Assemblea Costituente

Due furono i novesi candidati all’Assemblea Costituente Marco Mallarini per il partito Comunista e Francesco Robotti per il Psiup, i quali non ottennero i voti sufficienti per essere eletti.

Marco Mallarini, originario di Savona, nato il 21 gennaio 1907, negli anni ’30 fu uno dei promotori del Partito Comunista a Novi, riunendo alcuni amici nella sua casa, i quali, in particolare dopo la guerra d ’Africa, si erano convinti che occorresse fare qualcosa contro il fascismo. A suo tempo Mallarini disse: “Ma eravamo isolati e tenuti d’occhio, potevamo solo sfogarci a dir male di Mussolini… Ci rendemmo conto che occorreva organizzarci con chi lottava contro quel regime e constatammo che i soli a farlo veramente e concretamente erano i comunisti”. 

Nell’ottobre 1943, Mallarini aderì al movimento partigiano ed entrò a far parte della 16° Divisione Viganò, brigata Vittorio, diventando partigiano coombattente.

Dopo la guerra era impiegato all’Ilva con incarichi di responsabilità e presiedette il «Consiglio di Gestione» aziendale, l’organismo che nell’immediato dopoguerra rappresentò un importante tentativo di democratizzare della gestione aziendale e la vita di fabbrica, Ma quella esperienza come successe in tante città poi fallì. Il 1° maggio 1947, era tra gli oratori per la celebrazione della Festa dei Lavoratori, tenutasi al Circolo Ilva.

 Marco Mallarini, 1° maggio 1947. Foto Gino Re.

Francesco Robotti era nato a Solero il 4 maggio 1886, dopo aver conseguito la laurea in giurisprudenza si impegnò politicamente dal 1918 al 1922 nel partito socialista. Fu Sindaco, facente funzioni dal 26 marzo al 5 luglio 1922. L’avvento del fascismo lo costrinse, perché perseguitato, ad emigrare a Genova, ove esercitò la professione dell’avvocato tra tanti problemi dovuti alla sua fede socialista. 

 Francesco Robotti.

Dopo la Liberazione ritornò a Novi. Fu a lungo Segretario del Partito Socialista cittadino. Conosciuto in città come l’“Avvocato dei poveri”, ricoprì più volte le cariche di Consigliere ed Assessore Comunale ed anche di Consigliere Provinciale. Venne anche candidato alla Camera ed al Senato, sempre sotto le insegne del P.S.I.

Fonte: Le tabelle sono state elaborate dall’autore con dati rilevati dal sito internet Eligendo, a cura del DAIT – Ministero dell’Interno. Direzione Centrale per i Servizi Elettorali – S.I.E.C.C

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