La vita dei pendolari ha una sola certezza: l’orario in cui si devono presentare in stazione, alla fermata dell’autobus, il resto è tutta una sorpresa, dovuta svariate situazioni: un gregge di pecore sui binari, un ramo che cade sui tralicci elettrici, le modifiche inaspettate alla viabilità, un deficiente che decide di attraversare i binari e viene falciato, le porte del treno che non si chiudono, eventi climatici estremi e la più bella di tutte: lavori di potenziamento sulla linea. Oltre a tutte queste belle sorprese, che causano ritardi, arrabbiature, frustrazione, rassegnazione, esiste un giorno, che ogni pendolare attende con angoscia e rassegnazione: la fine dell’anno scolastico.
Anche quest’anno il giorno fatidico è arrivato, e come una ghigliottina è calata su noi poveri pendolari, tagliando un treno qui, un autobus là, i tagli fino alla fine di giugno sono limitati, ma a luglio e agosto assumono un ritmo forsennato, riducendo le corse, soprattutto quelle degli autobus, al lumicino, costringendo noi pendolari ad attese snervanti sotto la calura estiva sempre più opprimente.
È il 31 Luglio e come sempre, quando faccio il turno del mattino, prendo il treno delle 6.58, il Novi Ligure-Torino. Rose, la signora dell’assistenza treno, mi accompagna al binario 3. Ulk, il mio cane guida, sale sul treno, poi tocca a me, vado a sedermi nel vagone di testa, e trovo uno dei tanti compagni di viaggio, che come me si recano al lavoro con i mezzi pubblici. Lo saluto e gli chiedo: “sei riuscito a incastrare gli orari? È un po’ che non ci incontriamo” mi risponde: “si, sì, ho fatto un lavoro da maestro, arrivo a Novi con l’autobus in tempo per prendere questo treno, e se abbiamo un ritardo regolare, anche a Torino va tutto liscio, il problema si crea se il ritardo supera i venti minuti”. Inizio a ridere, lui sorpreso me ne chiede la ragione, “mi fa ridere il termine: ritardo regolare, e anche un’altra cosa, durante un consiglio comunale qui a Novi, alcuni consiglieri continuano a sostenere che la stazione, andava spostata fuori città, per via dell’alta capacità, e collegata con il centro con comode navette, dovrei farli parlare con te”
Con voce strozzata replica “follia pura, un altro orario da incastrare, e poi il termine comode navette è utopia, non esiste niente di comodo nel trasporto pubblico italiano, incastrare e far coincidere quattro orari! Mi scoppia la testa solo a pensarci, e tu in Alessandria come te la cavi?”
Rispondo: “non malissimo, un autobus ogni quaranta minuti, tratta ospedale stazione lo hanno lasciato, certo non riesco più a prendere il treno delle 14.31, di conseguenza termino il lavoro alle 14.00 e arrivo a casa alle 16.00. Novi Alessandria due ore tonde tonde, non male, ma non mi lamento, dopo l’inferno passato quando avevano chiuso il centro per il teleriscaldamento, li si che è stata una vera giostra, orari e percorsi non si riuscivano a stabilizzare, quei poveri autisti secondo me andavano a caso, quindi ora va bene”.
Dopo alcuni minuti di silenzio dico: “ora te ne racconto una bella, durante uno di quei temporali della primavera scorsa, si è allagato il sottopasso, qui a Novi, così arrivando sul binario due a tutti i passeggeri è toccato andare ad attraversare sul passaggio a raso, che non so se lo sai è praticamente a Serravalle! Arrivati al passaggio, stiamo per attraversare, quando il solito maleducato, si mette a sbraitare contro quella povera dirigente al movimento che deve sorvegliare i passeggeri che attraversano. Mi sono imbestialita, gli ho detto di finirla subito, che quella poveretta stava lì sotto il diluvio universale, da ore e che lei non aveva colpa, e che in fin dei conti, ora anche loro normodotati avrebbero capito i disagi che affliggono i disabili motori in una stazione priva di ascensore, e che chi è su una sedia a rotelle, deve fare il passaggio a raso con pioggia, neve, vento e sole cocente”. Mi risponde: “ è si, i pendolari, normodotati o disabili, e il personale dei trasporti pubblici, siamo tutti sulla stessa barca, e non ci resta che remare” scoppiamo tutti e due a ridere, e un signore, che è sui sedili accanto a noi, ci dice: “c’è poco da ridere, da domani primo Agosto, per tutto il mese, tolgono anche questo treno, e non capisco perché, lo chiamano il treno dei pendolari, mica il treno degli studenti” gli rispondiamo insieme: “da domani sono in ferie, e fino al 18 Agosto non voglio sapere più niente ne di orari ne di niente”
Dopo un istante aggiungo: “dovremmo fare una proposta: noi pendolari dovremmo seguire il calendario scolastico, smettiamo di lavorare a Giugno e ricominciamo a Settembre, tutta l’estate al mare!” a questo punto anche il viaggiatore più serio scoppia a ridere.
Sono arrivata in Alessandria, saluto e auguro buone vacanze, il treno si ferma e puntuale trovo Daniela, la signora dell’assistenza treno, Ulk, come sempre appena la vede le salta addosso e inizia a baciarla, ci avviamo verso il sottopasso, usciamo dalla stazione, io e Ulk attraversiamo la strada, e andiamo a prendere l’autobus, l’ultimo, poi per quindici giorni basta mezzi pubblici, con la speranza, al nostro rientro, di non trovare sorprese nuove, ma solo ritardi regolari!
Buone vacanze a tutti
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è decisamente un calvario e non si intravvedono soluzioni praticabili. Poi ci si lamenta che tutti quelli che possono utilizzano l’auto congestionando strade e parcheggi. il trasporto pubblico perfetto non esisterà mai, ma almeno una normale efficienza la si deve pretendere visto l’alto costo delle trattenute sui nostri stipendi e pensioni.
Complimenti vivissimi per l’articolo, nonostante la problematica è molto divertente e scorrevole speriamo che i problemi prima o poi vengano risolti
Buongiorno io sono Rose addetta all’assistenza diversamente abili alla stazione di Novi Ligure tra cui faccio assistenza anche alla Erica Bosio e non posso che confermare tutto ciò che ha raccontato in questo articolo,e ricordo come se fosse oggi quella giornata di pioggia con il sottopasso allagato,un disastro, spero che qualcuno che legga questo articolo ci possa aiutare a cambiare le cose e a spingere l’inizio dei lavori alla stazione di Novi, abbiamo bisogno di ascensori o montascale, chiunque può si attivi.