Foto LaPresse - Claudio Furlancronaca 24/7/2019 Milano, Italia Sciopero dei trasporti: mercoledì 24 luglio - la Stazione Trenord di Cadorna Nella Foto i binariPhoto LaPresse - Claudio Furlannews July, 24 - 2019 Milan, Italy Rail transport strike at the Milan Cadorna station In the pic the tracks

Con la conclusione dei lavori sul ponte ferroviario sul Po a Bressana Bottarone e il ritorno alla normale circolazione dei treni tra Novi Ligure e Milano, l’Associazione Pendolari Novesi (APN) traccia un bilancio critico della gestione dei disagi che hanno interessato i viaggiatori durante i mesi di cantiere.

A finire sotto accusa non sono gli interventi infrastrutturali, riconosciuti come necessari, ma il comportamento delle tre Regioni coinvolte nei collegamenti ferroviari: Piemonte, Lombardia e Liguria. Secondo l’associazione, le richieste avanzate per limitare le difficoltà dei pendolari sarebbero rimaste sostanzialmente inascoltate.

«A fronte di una richiesta di aiuto da parte nostra, in pochi hanno mosso un dito per aiutarci», afferma Andrea Pernigotti, presidente dell’Associazione Pendolari Novesi, che denuncia soprattutto la mancanza di dialogo con le istituzioni regionali.

Le richieste alla Liguria e alla Lombardia

La prima critica riguarda la Regione Liguria. Già a marzo, prima delle festività pasquali, l’associazione aveva chiesto di prevedere una fermata a Novi Ligure per alcuni treni regionali veloci Genova-Milano, deviati via Alessandria e Mortara durante la seconda fase dei lavori. La proposta riguardava almeno un convoglio al mattino e uno in direzione opposta alla sera.

La risposta della Regione Liguria era stata negativa, con motivazioni tecniche legate all’impossibilità di aggiungere fermate senza modificare gli orari di percorrenza.

Una spiegazione che i pendolari contestano alla luce di quanto osservato successivamente: «Durante la fase 2, con chiusura totale del ponte sul Po, il treno 3016 sostava in stazione a Mortara, al mattino, per circa venti minuti. Meno male che i due minuti di fermata a Novi avrebbero scombinato le tracce!», osserva polemicamente Pernigotti.

Alla Regione Lombardia era stata invece avanzata la richiesta di prolungare fino a Novi Ligure due collegamenti Trenord sulla tratta Alessandria-Milano via Mortara: il treno 10026, in partenza da Alessandria alle 6.49 e in arrivo a Milano Rogoredo alle 8.34, e il 10065, con partenza da Rogoredo alle 17.56 e arrivo ad Alessandria alle 19.41.

Secondo l’associazione, non sarebbe mai arrivata una risposta ufficiale. Informalmente sarebbero stati prospettati problemi tecnici relativi allo stazionamento dei convogli e alla gestione del materiale rotabile nella stazione novese.

«Neanche un educato “no, non si può fare” ricevuto con un minimo di ufficialità. Magari ci saremmo messi il cuore in pace», commenta il presidente.

Piemonte, l’accusa più pesante: «Nessun aiuto»

Le critiche più dure sono però rivolte alla Regione Piemonte, dalla quale i pendolari si aspettavano un ruolo di coordinamento e mediazione con le altre amministrazioni.

«Una Regione che avrebbe dovuto intercedere con le altre due per tutelare gli interessi dei cittadini del territorio che vivono, votano e pagano le tasse in Piemonte. Invece proprio da questa amministrazione l’aiuto ricevuto è stato pari a zero», sostiene Pernigotti.

L’associazione denuncia inoltre la mancata risposta delle tre Regioni a una lettera ufficiale inviata dal Comune di Novi Ligure per chiedere l’apertura di un tavolo di confronto sui collegamenti ferroviari durante i lavori.

Un silenzio istituzionale che, secondo APN, avrebbe riguardato non soltanto le istanze dei cittadini organizzati, ma anche quelle dell’amministrazione comunale.

«Non molleremo: continueremo a difendere i pendolari»

Nella sua analisi, Pernigotti interpreta il mancato confronto come il segnale di una scarsa considerazione nei confronti delle associazioni che rappresentano gli utenti del servizio ferroviario.

«È ormai evidente il tentativo di screditare chiunque non sia allineato al sistema, semplicemente ignorandolo, come se non esistesse», afferma il presidente.

La conclusione dei lavori a Bressana chiude dunque una fase particolarmente complicata per i collegamenti tra Novi e Milano, ma lascia aperta, secondo l’associazione, la questione del rapporto tra istituzioni e rappresentanti dei viaggiatori.

«Nonostante i tentativi di screditarci e di farci sentire inutili, noi non molliamo e non molleremo mai. Questi fatti non possono fare altro che renderci ancora più resilienti», conclude Pernigotti.

Il ritorno alla normalità della circolazione ferroviaria non cancella quindi le polemiche sulla gestione dell’emergenza e sulla capacità delle tre amministrazioni regionali di collaborare per garantire soluzioni alternative ai pendolari del Novese.

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Di Moscone

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