Scontro politico in Consiglio regionale del Piemonte sul cosiddetto caso “Le 5 Forchette”. A intervenire è Pasquale Coluccio, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, che punta il dito contro l’assenza del presidente Alberto Cirio e della vicepresidente Elena Chiorino durante la seduta odierna a Palazzo Lascaris.
«Il silenzio assordante di questa mattina è stato vergognoso» afferma Coluccio, sottolineando come da giorni la vicenda sia al centro dell’attenzione nazionale. Secondo l’esponente pentastellato, la maggioranza avrebbe cercato di «fare finta di niente», evitando un confronto immediato in aula.
Il M5S aveva infatti chiesto un’informativa urgente per chiarire i contorni della vicenda che coinvolge esponenti di vertice di Fratelli d’Italia in Piemonte. «Cirio e Chiorino avrebbero dovuto presentarsi per spiegare ai cittadini cosa è successo e fugare ogni dubbio», prosegue Coluccio, criticando la scelta di disertare la seduta per impegni istituzionali.
Pur riconoscendo che al momento non risultano indagini a carico della vicepresidente Chiorino e del consigliere Carlo Zappalà, il consigliere regionale insiste sul piano politico: «Qui si parla di etica, opportunità e trasparenza». E aggiunge: «O sapevano con chi avevano a che fare, e sarebbe molto grave, oppure non lo sapevano, e questo li renderebbe inadeguati a ricoprire incarichi istituzionali».
Da qui la richiesta esplicita: dimissioni per la vicepresidente Chiorino o, in alternativa, la revoca delle deleghe. «I chiarimenti dovevano arrivare subito, non tra due settimane. I cittadini non possono aspettare», insiste Coluccio.
Nel mirino anche la gestione della seduta consiliare in occasione della Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Il M5S aveva chiesto di rinviare la lettura dei nomi, prevista grazie a un emendamento a firma dello stesso Coluccio inserito nell’Omnibus e divenuto legge, per garantire «un clima più sereno» dopo l’informativa della Giunta.
Richiesta respinta dalla maggioranza, che ha deciso di proseguire con la celebrazione. Una scelta che ha portato i consiglieri pentastellati ad abbandonare l’aula in segno di protesta, organizzando nel pomeriggio una lettura dei nomi delle vittime sotto Palazzo Lascaris, davanti all’esposizione dedicata a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
La vicenda resta al centro del confronto politico regionale, con le opposizioni che chiedono chiarezza immediata e la maggioranza chiamata a rispondere nelle prossime sedute.
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