Il gruppo Comune di Novi Ligure chiude il 2025 con un utile di 5,6 milioni di euro, un patrimonio netto superiore a 177 milioni e una riduzione dell’indebitamento di oltre 14 milioni nell’arco di quattro anni. Sono i principali risultati emersi durante il Consiglio comunale di mercoledì 28 ottobre, dedicato all’esame e all’approvazione del bilancio consolidato al 31 dicembre 2025.
Un documento che riunisce i risultati economici, finanziari e patrimoniali del Comune e degli organismi partecipati e che restituisce un quadro di progressivo rafforzamento dei conti pubblici. Ma il confronto politico si è concentrato soprattutto su una questione: in che misura la buona salute economica delle società partecipate può tradursi in vantaggi concreti per i cittadini, a partire dalle tariffe dei servizi pubblici?
Ad aprire la discussione è stato il segretario generale Pier Giorgio Cabella, che ha illustrato il quadro normativo e le procedure di controllo delle partecipazioni comunali. La gestione delle società partecipate, ha ricordato, non si esaurisce nella verifica dei bilanci, ma richiede un’attività continuativa di definizione degli obiettivi, monitoraggio dei risultati e valutazione delle scelte strategiche.
A presentare i numeri è stata l’assessora al Bilancio Carlotta Carraturo, che ha evidenziato il netto miglioramento rispetto al 2024. Il conto economico consolidato registra un utile di 5,6 milioni di euro, mentre il risultato complessivo dell’esercizio sfiora gli 8 milioni. Positivo anche l’andamento della gestione ordinaria, accompagnato da un rafforzamento della struttura patrimoniale.
Tra il 2022 e il 2025 i debiti complessivi del gruppo si sono ridotti di oltre 14 milioni di euro, il patrimonio netto è cresciuto di più di 5 milioni, superando quota 177 milioni, e le disponibilità liquide hanno oltrepassato i 30 milioni. Numeri che, secondo l’amministrazione, testimoniano una maggiore solidità finanziaria e una migliore capacità di sostenere gli investimenti.
È proprio sull’utilizzo di questa solidità economica che si è sviluppato il confronto tra maggioranza e opposizione.
I consiglieri Oscar Poletto di Forza Italia e Marco Bertoli di Fratelli d’Italia hanno sollecitato una maggiore attenzione alle ricadute dei risultati economici sulle famiglie. Se le società partecipate producono utili e rafforzano i propri bilanci, è stato il ragionamento dell’opposizione, occorre valutare come questa situazione possa contribuire a contenere le tariffe e ad alleggerire i costi sostenuti dai cittadini.
Giacomo Perocchio della Lega ha chiesto se ci siano stati avanzamenti sul progetto dell’amministrazione della fusione delle tre società di raccolta rifiuti che opera nell’ambito (Gestione Ambiente, 5 Valli ed Econet) e ha poi indossato i panni del presidente di Egato6 (l’autorità di ambito del servizio idrico) annunciando un lieve aumento delle tariffe del servizio idrico, inferiore – a quanto ha affermato – a quelle di altrie zone.
Dalla maggioranza, il capogruppo del Partito Democratico Luca Patelli ha richiamato la distinzione tra gli strumenti contabili. Il bilancio consolidato, ha osservato, serve a rendicontare i risultati di un esercizio già concluso, mentre le decisioni sull’impiego delle risorse e sugli indirizzi futuri trovano la loro sede nel Documento unico di programmazione e nel bilancio di previsione.
Il consigliere Daniele Mascia, sempre del PD, ha difeso la gestione delle società partecipate, soffermandosi in particolare sul servizio idrico. Le tariffe dell’acqua, ha ricordato, non sono determinate autonomamente dal Comune, ma dall’autorità competente. Le entrate tariffarie, inoltre, devono garantire le risorse necessarie alla manutenzione delle reti (la rete idrica delle provincia è una di quelle che registrano i massimi volumi di acqua persa durante la distribuzione) grazie ad investimenti e manutenzioni che vanno coperti proprio con la tariffa.
A chiudere il dibattito è stato il sindaco Rocchino Muliere, che ha espresso soddisfazione per i risultati raggiunti, interpretandoli come una conferma della solidità del sistema delle partecipate comunali.
Sulla prospettiva di un gestore unico dei rifiuti, Muliere ha invitato a considerare la complessità di un processo che coinvolge 115 Comuni e richiede un percorso condiviso, coerente con la pianificazione regionale. L’obiettivo resta quello di arrivare a una maggiore integrazione, evitando però accelerazioni che potrebbero compromettere gli equilibri organizzativi e societari.
Per quanto riguarda la controversia sul contratto di gestione calore di Acosì, il sindaco ha riferito che le verifiche tecniche ed economiche sono in fase avanzata e che l’amministrazione punta a una conclusione in tempi brevi.
Muliere ha inoltre precisato che gli utili delle società operative non rappresentano necessariamente risorse liberamente disponibili per ridurre le tariffe, poiché vengono in parte reinvestiti nel miglioramento delle infrastrutture e delle reti. Diverso il caso degli enti consortili, come il Consorzio Servizi alla Persona, il cui avanzo può contribuire direttamente al finanziamento di interventi sociali, compresa l’assistenza scolastica per l’autonomia degli studenti con disabilità.
Il bilancio consolidato è stato infine approvato con 11 voti favorevoli della maggioranza e 5 contrari dell’opposizione.
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