Dolci Terre, segno della riscossa di Novi

Novi è cominciata a vestirsi a festa, inizia a sentirsi lo spirito Natalizio. Le manifestazioni culturali proseguono a go go, tra il museo del ciclismo e la magnifica biblioteca, l’approssimarsi delle secolare fiera di Santa Caterina preannunciata dal grandioso luna park, completa il clima di spensierata quanta gioiosa atmosfera.

E’ la rappresentazione di una comunità che vuole lasciarsi indietro il brutto periodo pandemico e l’altrettanta esperienza politica che con la caduta di una giunta non ha dato una bella figura. Doveva garantire un periodo di progresso (politico ) ma è miseramente fallita.

Non sempre però tutti i mali vengono per nuocere, l’eccellente commissario, che sostituisce l’apparato politico, ha dato un impulso dinamico alla città che non ha reagito piangendosi addosso, ma è continuamente attiva ed è in quest’ottica che riprendono le esposizioni alle Dolci “terre di Novi”.

Una manifestazione dell’eccellenza enogastronomica del Piemonte, che si svolgerà al centro fieristico di viale dei Campionissimi dal 2 al 4 dicembre, con esposizioni e degustazioni di eccellenza della produzione agroalimentare oltre alle magnificenze dell’artigianato e inserimento di iniziative culturali attinenti, tipo la presentazione del libro sull’alta qualità della produzione vinicola. Infine darà prova del livello raggiunto dalla scuola Ciampini-Boccardo con la presentazione e degustazione della realizzazione delle loro prelibatezze.

Va proprio riconosciuto che se le premesse sono queste, dopo tre anni di assenza, l’esposizione “ Dolci terre di Novi”, riprende alla grande e sicuramente sarà un enorme successo che contribuirà a dare impulso alla ripresa economica, oltre naturalmente alla ripresa del prestigio alla nostra città.

Prestigio che non si può dire delle forze politiche , tutte assorte alle prossime amministrative che vede i partiti avvicendati nella ricerca di convergenze e raggruppamenti da coalizzare .

Il centro destra da questo punto di vista appare più solido con il partito della Meloni che aspirano a prenderne la guida, confidando sull’onda del successo dei Fratelli d’Italia e quindi in un sostanziale incremento e l’inserimento di validi personaggi che almeno a Novi è sempre stato piuttosto carente.

Nella parte avversa nel cosiddetto centro sinistra con il Partito Democratico che detiene l’epicentro, non sembra si sia ancora ripreso dalla sconfitta nazionale, appare come un pugile suonato. Ha grossi problemi di tenuta della coalizione, visto anche la scelta indipendentista dei Venti per Novi. Sembra che il problema più grosso sia l’identificazione del candidato sindaco che sia gradito in larghissima misura in grado di fare da collante.

Si mormora che stiano cercando di realizzare un’alleanza con il Movimento Cinque Stelle ma trovano resistenze e difficoltà nell’ abbandonare una politica neoliberista, soprattutto negli elementi più influenti, necessario per trovare nel movimento quell’attenzione che potrebbe garantire il successo ma è tutt’altro che facile trovare una convergenza programmatica ma soprattutto di governabilità.

Anche nel Movimento si respira un’aria di incoraggiamento, dato la sapiente condotta a livello nazionale del leader che, privo di zavorra, propone una politica molto realistica nell’interesse generale e soprattutto nei più fragili.

Ciò sta riavvicinando e incrementando le adesione attorno a Lucia Zippo dei simpatizzanti e qualora le due entità riuscissero a superare le divergenze, potrebbero aspirare al successo già al primo turno

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Francesco Giannattasio

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