Raccolta differenziata in Piemonte: cresce la qualità, ma l’Alessandrino resta indietro. I dati 2024

L’osservatorio rifiuti della Regione Piemonte ha diffuso pochi giorni fa una prima analisi dei dati relativi alla raccolta rifiuti per l’anno 2024. Prima di entrare nell’analisi dei dati, sottolineiamo quella che ci pare una eccessiva lentezza nell’analisi dei dati: diffondere a fine 2025, i dati del 2024, non ci sembra il massimo della velocità. Inoltre, non è stato diffuso un report complessivo, ma solo un comunicato stampa di commento, da cui non è possibile disaggregare i dati comune per comune o almeno bacino per bacino.

Dai questi dati comunque emergono valutazioni molto interessanti. La principale è che la provincia di Alessandria raggiunge ancora gli obbiettivi prefissati, nonostante Alessandria e Valenza, che sono gli unici centri insieme a Torino a restare lontani dagli obbiettivi di legge.

La raccolta differenziata in Piemonte continua a crescere: nel 2024 la media regionale raggiunge il 68,9%, un punto percentuale in più rispetto all’anno precedente. Ogni cittadino ha differenziato circa 360 kg di rifiuti, lasciandone 163 kg nell’indifferenziato, valore in lieve aumento (+1 kg) rispetto al 2023.

Tutte le province piemontesi superano il 65% di raccolta differenziata, obiettivo fissato dalla normativa nazionale e dal Piano regionale rifiuti. In particolare Vercelli, Cuneo, Biella, Verbano Cusio Ossola e Novara oltrepassano la soglia del 70%, già in linea con il target 2025.

La Regione, commenta l’assessore all’Ambiente Matteo Marnati, si trova davanti «un Piemonte in netta crescita», grazie all’impegno di enti locali, consorzi e cittadini. Per sostenere il miglioramento dei servizi, nel biennio 2024-2025 sono stati stanziati 3,5 milioni di euro, cui si aggiungeranno nel 2026 ulteriori 14,15 milioni provenienti da fondi regionali e comunitari (FESR) per progetti di prevenzione, tecnologie di riciclaggio e sistemi di tariffazione puntuale.

L’obiettivo regionale prevede anche una riduzione dei rifiuti indifferenziati pro capite: entro il 2025 non si dovranno superare i 126 kg/abitante (con deroghe per Torino).

Risultati provinciali 2024 (RUR – rifiuto urbano residuo, kg/abitante)
• Alessandria 171
• Asti 144
• Biella 146
• Cuneo 138
• Novara 102
• Torino 182
• VCO 158
• Vercelli 155
• Piemonte 163

La provincia migliore è Novara (102 kg/ab), che ha già centrato l’obiettivo 2025. Alessandria e la Città metropolitana di Torino restano invece sopra la soglia dei 159 kg/ab previsti per il 2024.

Focus sulla provincia di Alessandria

Il territorio alessandrino è uno dei più problematici del Piemonte sotto il profilo della gestione dei rifiuti. I numeri mostrano un divario significativo rispetto alla media regionale:

• 171 kg di rifiuto indifferenziato pro capite, ben oltre il limite di 159 kg fissato per il 2024.
• Raccolta differenziata al 49,8% nel Comune capoluogo, il dato più basso tra i capoluoghi piemontesi.
• Valenza si ferma addirittura al 43,9%, contribuendo in modo pesante all’arretratezza dei risultati del Consorzio di area vasta.

Il Consorzio Alessandrino risulta infatti tra i due unici consorzi piemontesi che non raggiungono il 65% di raccolta differenziata. Tuttavia, un dato colpisce: se si escludono Alessandria e Valenza, la percentuale consortile schizzerebbe all’81,8%, in linea con i territori più virtuosi del Piemonte. Lo stesso avviene sul fronte dell’indifferenziato: senza i due Comuni maggiori, si scenderebbe a 69 kg pro capite, valore che soddisferebbe addirittura l’obiettivo fissato per il 2035.

Il peso delle due città, quindi, distorce il dato complessivo e rallenta i progressi dell’intero consorzio.

Consorzi piemontesi: molti virtuosi, qualche criticità

Su 21 Consorzi di area vasta, 19 raggiungono l’obiettivo di raccolta differenziata.
Il podio vede Medio Novarese e Chierese (84%), seguiti da Albese-Braidese (82%).
Sotto il 65% restano soltanto Torino e Alessandrino.

Anche sul fronte della riduzione dei rifiuti indifferenziati, 14 Consorzi superano l’obiettivo dei 159 kg/ab. I migliori: Chierese (83 kg/ab), Medio Novarese (86 kg/ab) e Coabser (103 kg/ab).

I capoluoghi piemontesi

Percentuali di raccolta differenziata 2024:
• Novara 77%
• Verbania 75,5%
• Vercelli 72,4%
• Cuneo 70,7%
• Biella 70,3%
• Asti 66,6%
• Torino 57,4%
• Alessandria 49,8%

Produzione di rifiuto urbano (kg/ab):
• Novara 113,4
• Verbania 151,2
• Vercelli 169
• Cuneo 158
• Biella 133
• Asti 163,1
• Torino 216,6
• Alessandria 323,6 (il dato peggiore in Piemonte)

Il quadro complessivo

Aumentano i Comuni che superano il 65% di differenziata: 792 contro i 775 dell’anno precedente.
Di questi, 610 superano il 70%, segnale di una crescita diffusa soprattutto nei piccoli centri, che costituiscono l’86% dei Comuni piemontesi.

Il Piemonte nel suo complesso conferma dunque un percorso positivo, ma l’Alessandrino si conferma come area critica. I dati suggeriscono che un rilancio efficace passa necessariamente dal miglioramento delle performance dei due centri maggiori, Alessandria e Valenza, vero punto debole di un territorio che, nel resto dei Comuni, mostra invece potenzialità in linea con le eccellenze regionali.

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