Dopo il mio articolo di ieri su Ecolibarna, qualcuno ha sostenuto che non sia il caso di lanciare allarmismi e che la bonifica sia stata parzialmente completata. Io però insisto. Siamo di fronte a un inquinamento che persiste da circa 85 anni e che oggi sembra non suscitare più l’attenzione della popolazione direttamente coinvolta. Ne scrivo da sempre e continuerò a farlo finché non si potrà davvero affermare che la bonifica è conclusa.
Per chi non sapesse cosa è Ecolibarna, basti sapere che si tratta di un’area contaminata dove sorgeva una fabbrica chimica e che si trova a Serravalle Scrivia, a soli 800 metri in linea d’aria dalla Scrivia, e a soli 700 dall’Outlet di Serravalle.
Per fortuna esistono i controlli di Arpa a dirci che la situazione è ben lontana dall’essere risolta. Le analisi sui pozzi di monitoraggio e le analisi delle acque di falda sotto il sito ci dicono chiaramente che, nel periodo 2022-2024, in tutti i punti monitorati sono stati rilevati inquinanti con concentrazioni ben oltre le soglie consentite.
Nei pozzi sono state riscontrate concentrazioni superiori ai limiti di legge di ferro e manganese, con valori estremamente elevati, dell’ordine di migliaia di microgrammi per litro; di 1,2-dicloropropano, solvente clorurato cancerogeno, con valori anche dieci volte superiori alle soglie; oltre alla presenza di benzene, tetracloroetilene e vinile cloruro.
Nel frattempo il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Pasquale Coluccio ha presentato un’interpellanza, che verrà discussa oggi, per chiarire le ragioni per cui si è reso necessario restituire i fondi stanziati per la bonifica. Nei prossimi giorni riferiremo quali risposte verranno fornite.
Quali conseguenze può avere la presenza di queste sostanze per la popolazione? Gli effetti sulla salute dipendono dalla via di esposizione — acqua potabile, uso agricolo, inalazione dei vapori che risalgono negli edifici, contatto professionale — e dalla durata dell’esposizione. In presenza di una falda contaminata, i rischi principali riguardano l’uso diretto dell’acqua e l’inalazione dei vapori, il cosiddetto “vapor intrusion”.
Il ferro non è cancerogeno, ma a concentrazioni elevate può provocare disturbi gastrointestinali, alterazioni del gusto e, in soggetti predisposti o in caso di esposizioni prolungate, un sovraccarico con possibili effetti su fegato e pancreas. Il manganese è più critico: l’esposizione cronica ad alte concentrazioni, soprattutto tramite acqua potabile, è associata a effetti neurologici, con disturbi motori, cognitivi e comportamentali, e presenta un rischio maggiore per bambini, anziani e soggetti vulnerabili. La presenza di questi metalli indica inoltre condizioni chimiche della falda che possono favorire la mobilità di altri contaminanti.
Il 1,2-dicloropropano è classificato come cancerogeno. L’esposizione cronica è associata a tumori, in particolare del fegato e dell’apparato digerente, oltre a danni epatici e renali. Può essere assorbito sia per ingestione sia per inalazione ed è una sostanza persistente nel sottosuolo, con rischi legati a esposizioni prolungate.
Il benzene è un cancerogeno certo per l’uomo ed è associato a leucemie e ad altre malattie del sangue, come l’anemia aplastica e le alterazioni del midollo osseo. Anche esposizioni relativamente basse ma continuative aumentano il rischio, soprattutto per inalazione.
Il tetracloroetilene è considerato un probabile cancerogeno e può provocare effetti sul sistema nervoso centrale, con cefalea, vertigini e deficit cognitivi, oltre a danni a fegato e reni. Il rischio è significativo soprattutto per inalazione in ambienti chiusi sovrastanti falde contaminate.
Il vinile cloruro è un cancerogeno certo, fortemente associato all’angiosarcoma del fegato e ad altre patologie epatiche. Anche a basse concentrazioni rappresenta una sostanza di particolare allarme sanitario, con una via di esposizione prevalentemente inalatoria.
In sintesi, la compresenza di metalli inorganici a concentrazioni elevate e di solventi clorurati cancerogeni configura un potenziale rischio sanitario serio, qualora esista una qualunque forma di esposizione umana. I rischi maggiori sono legati all’uso dell’acqua di falda, alla contaminazione indiretta attraverso irrigazione e catena alimentare e alla risalita dei vapori negli edifici. Il superamento ripetuto delle Concentrazioni Soglia di Contaminazione non indica automaticamente un danno in atto, ma segnala la necessità di misure di prevenzione, controlli stringenti sull’uso dell’acqua, valutazioni del rischio sito-specifiche e monitoraggi prolungati nel tempo.
Ti è piaciuto questo articolo? Offrici un caffè con Ko-Fi

Segui il moscone su Telegram per ricevere una notifica ogni volta che viene pubblicato un nuovo articolo https://t.me/ilmoscone



Nell’ alessandrino siamo piazzati molto male