Ultima puntata della nostra rievocazioni storico-sportiva del passaggio del giro d’Italia a Novi Ligure. Dopo aver ricordato le partenze o gli arrivi a Novi nelle edizioni del 1965, 1978, 2004 e 2010, ecco il racconto dell’ultimo arrivo a Novi, il 22 maggio 2019, prima dell’appuntamento del 21 maggio 2026.
Tutto era pronto per ospitare l’arrivo della 11° tappa (Carpi-Novi Ligure, 221 km.) della centoduesima edizione del Giro d’Italia, era il 22 maggio 2019. La tappa era dedicata ai due Campionissimi, Costante Girardengo e Fausto Coppi e in occasione del centenario della nascita di quest’ultimo. Ancora una volta la città ospitava un arrivo di tappa.

In città le vetrine dei negozi erano state allestite a tema. Decine di palloncini rosa arredavano Novi.
Il Quartier tappa era allestito presso il Museo dei Campionissimi, dove era ospitata anche la direzione generale e quella operativa, la segreteria, gli uffici della giuria e dei cronometristi; la sala stampa, la sala conferenze e altri locali necessari all’organizzazione. Al Museo si sarebbe poi svolta la conferenza stampa del vincitore.

Il villaggio commerciale era sorto in piazza XX Settembre con gli stand dei partner commerciali del Giro d’Italia.
Il traguardo era posto in strada Serravalle, davanti allo stabilimento della Novi-Elah-Dufour; per raggiungere la zona d’arrivo furono messi a disposizione dei bus navetta per il trasporto del numeroso pubblico con partenza dalla ex Caserma Giorgi e da piazza XX Settembre fino alla rotatoria della Dkc (ex Vosa).
Per raggiungere Novi, i corridori avrebbero percorso 221 chilometri e, dopo aver lasciato Emilia e Lombardia, attraversavano il territorio del Basso Piemonte passando da Pontecurone, Tortona, Rivalta Scrivia e Pozzolo Formigaro. L’arrivo della carovana rosa era previsto per le 16.30 circa; i ciclisti provenienti da Pozzolo Formigaro avrebbero percorso via Mazzini, corso Marenco e via Raggio, per raggiungere il traguardo in strada Serravalle, a poche centinaia di metri da villa Coppi.
Per le 18.30 era previsto, il talk show “Un uomo solo al comando”; con Marco Aime, antropologo; Davide Cassani, CT della nazionale di ciclismo; il campione di ciclismo Francesco Moser, Marina e Angelo Fausto Coppi.
I novesi (ma non solo loro) assiepati lungo il percorso, erano pronti a ricevere i cento settantasei ciclisti partiti poche ore prima da Carpi. Tra la folla anche i lavoratori della Pernigotti, in lotta da mesi, con un grande striscione che urlava: “Salviamo la Pernigotti”; erano in lotta da qualche mese per salvare la fabbrica da quando i turchi proprietari del marchio avevano deciso di smembrare il loro stabilimento. I novesi erano al loro fianco, il marchio nato nel 1860, doveva essere salvato e rimanere in città.
Una meravigliosa cornice di pubblico accompagnò i corridori dall’ingresso in città sino al traguardo dove si era conclusa con la volata del gruppo a ranghi compatti, vinta dall’australiano Caleb Ewan.

Il velocista della Lotto Soudal aveva coperto i 221 chilometri della tappa Carpi-Novi Ligure in 5 ore, 17’ e 26’’ alla media di 41,772 chilometri orari. Al secondo posto il francese Arnaud Demare (Groupama-FDJ), che aveva preceduto Pascal Ackermann (Bora – Hansgrohe) e il campione d’Italia Elia Vivian che al termine della tappa aveva annunciato il suo ritiro dal Giro d’Italia. L’Italiano Valerio Conti del Team Emirates dopo l’11a tappa aveva conservato la maglia rosa con 1’50’’ di vantaggio su Primoz Roglic e 2’21’’ su Nans Peters.
Più tardi il vincitore della tappa Caleb Ewan in conferenza stampa aveva dichiarato: «È stata una frazione lunga che si adattava bene alle mie caratteristiche, più di quella di ieri. Ho seguito la ruota di Pascal Ackermann perché sapevo che avrebbe fatto una buona volata, nonostante la caduta di ieri. Aveva un buon treno, quindi ho deciso di fare la volata su di lui. Sono partito al momento giusto. Mi sono sempre considerato uno dei migliori velocisti, due successi in questo Giro finalmente mi danno ragione». La maglia rosa Valerio Conti aveva raccontato ciò che aveva notato in corsa: «Più il Giro d’Italia sale verso il nord, più si incontra gente appassionata e si trova entusiasmo. Io da romano spero che la gente del centro sud si avvicini al ciclismo e ci si appassioni». Sulle sue prospettive al vertice della classifica generale del Giro d’Italia, la maglia rosa aveva dichiarato: «Se nelle prime tappe di salita riesco a rimanere con i primi acquisisco più convinzione. Voglio arrivare a verificare qual è il mio potenziale. Prima di questo Giro d’Italia mi consideravo un corridore da corse di una settimana. Adesso devo verificare se reggerò nella terza settimana».
Richard Carapaz vinse il Giro d’Italia 2019.
Il ciclista ecuadoriano del team Movistar aveva conquistato la maglia rosa, chiudendo davanti all’italiano Vincenzo Nibali (secondo) e allo sloveno Primoz Roglic (terzo). Carapaz aveva costruito la sua vittoria grazie a una grande prestazione nella seconda settimana e alla difesa del primato fino all’arrivo finale a Verona.
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