Dura denuncia del deputato Federico Fornaro alla Camera durante la discussione sul decreto per la continuità operativa dell’ex Ilva. Nel giro di due giorni i commissari hanno annunciato il raddoppio dei lavoratori in cassa integrazione. A Novi Ligure coinvolto il 95% dei dipendenti.

«I lavoratori dell’ex Ilva vanno rispettati e non presi in giro». È durissimo l’intervento del deputato del Partito Democratico Federico Fornaro, che oggi, lunedì 19 ottobre, è intervenuto alla Camera dei Deputati durante la discussione generale sul decreto per la continuità operativa dell’ex Ilva.

Al centro delle critiche del parlamentare, la contraddizione tra le rassicurazioni fornite dai commissari straordinari e il successivo annuncio di un drastico aumento del ricorso alla cassa integrazione.

«Mercoledì scorso i commissari straordinari avevano inviato una lettera in cui confermavano che gli stabilimenti di Taranto e Genova non chiudono e che prosegue l’attività produttiva. Soltanto due giorni dopo – non due mesi o due anni – gli stessi commissari hanno annunciato che i lavoratori posti in cassa integrazione passavano da 4.459 a 8.622», ha denunciato Fornaro.

Numeri che descrivono una situazione particolarmente grave anche per lo stabilimento di Novi Ligure, dove 515 dipendenti su 542 sono destinati alla cassa integrazione, pari a circa il 95% dell’organico. Una percentuale analoga a quella di Genova, dove il provvedimento interessa 870 lavoratori su 917, mentre a Taranto sono coinvolti 6.964 dipendenti su 7.875.

Per lo stabilimento novese si tratta di una prospettiva che rischia di ridurre l’attività produttiva ai minimi termini, alimentando ulteriormente le preoccupazioni dei lavoratori e delle loro famiglie sul futuro del sito industriale.

Fornaro ha rivolto le proprie critiche anche all’esecutivo: «Un comportamento inaccettabile, al pari di un governo che in quattro anni sull’ex Ilva si è caratterizzato per annunci trionfalistici sistematicamente smentiti dai fatti».

Secondo il deputato democratico, non è più possibile rinviare le scelte necessarie a garantire un futuro alla siderurgia italiana. «Il tempo è scaduto: serve un piano industriale per l’azienda e per la siderurgia italiana, che preveda l’utilizzo degli impianti anche con approvvigionamenti esterni, nel pieno rispetto della compatibilità ambientale».

La richiesta è dunque quella di superare la gestione dell’emergenza e definire una strategia industriale credibile, capace di salvaguardare produzione e occupazione senza rinunciare agli obiettivi ambientali.

«Serve innanzitutto rispetto dei lavoratori, a cui va tutta la nostra solidarietà», ha concluso Fornaro.

Per Novi Ligure, dove la siderurgia rappresenta una componente importante dell’economia e dell’occupazione, i numeri annunciati dai commissari rendono ancora più urgente una risposta sul futuro dello stabilimento. Con quasi tutta la forza lavoro interessata dalla cassa integrazione, il problema non riguarda soltanto i dipendenti dell’ex Ilva, ma le prospettive industriali dell’intero territorio.

Rendi il titolo più incisivoElimina le ripetizioni sul futuro

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Di Moscone

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