La crisi dell’ex ILVA non riguarda soltanto Novi Ligure, Racconigi o Genova. Riguarda il futuro industriale del Piemonte, della Liguria e dell’intero Paese. Per questo ritengo che tutte le istituzioni del nostro territorio debbano far sentire la propria voce.
Oggi ho depositato a Palazzo Lascaris un ordine del giorno per impegnare la Giunta Cirio ad intervenire con urgenza nei confronti del Governo Meloni e del ministro Urso per chiedere una strategia industriale che garantisca la ripresa produttiva degli stabilimenti di Novi Ligure, Genova-Cornigliano e Racconigi, insieme alla salvaguardia di tutti i posti di lavoro.
Non possiamo assistere in silenzio alla progressiva scomparsa di un patrimonio industriale costruito in decenni di lavoro. Le difficoltà di Taranto e degli stabilimenti del Nord sono note da tempo, non si tratta di una crisi improvvisa, eppure siamo arrivati a questo punto senza un programma capace di garantire la continuità produttiva.
L’atto di indirizzo chiede un piano immediato di approvvigionamento di acciaio, anche attraverso fornitori alternativi a Taranto e lavorazioni per conto terzi, mantenendo l’unità del gruppo. Chiede inoltre un programma di produzione e ordinativi che guardi al medio-lungo periodo, con investimenti e garanzie occupazionali anche per i lavoratori dell’indotto.
La situazione di Taranto deve trovare una soluzione industriale e ambientale, ma nel frattempo Novi, Genova e Racconigi devono essere messi nelle condizioni di lavorare. Non possiamo permettere che l’incertezza di uno stabilimento trascini progressivamente verso il fermo tutti gli altri.
Auspico che anche sindaci, Consigli comunali, Province, Città metropolitana e Unioni di Comuni scelgano la via della mobilitazione istituzionale. Invito ogni amministrazione, indipendentemente dal colore politico, ad approvare un ordine del giorno o un atto di sostegno per chiedere al Governo un piano industriale immediato per l’ex ILVA, da trasmettere alla Presidenza del Consiglio e al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
I lavoratori hanno già fatto la loro parte, sopportando sacrifici e incertezze. Ora è il Governo che deve fare la propria.
Pasquale Coluccio, Consigliere regionale M5S Piemonte
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