Il consigliere comunale Paolo Coscia, a nome del gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle, ha presentato un’interrogazione a risposta scritta rivolta al Sindaco e al Presidente del Consiglio Comunale di Novi Ligure in merito all’utilizzo del Teatro Giacometti per l’evento del 23 aprile 2025, dedicato alla presentazione del libro «La Scelta» di Sigfrido Ranucci.
L’iniziativa con Ranucci, che ha riscontrato un notevole successo di pubblico (circa 400 persone presenti) è stata promossa dall’associazione “Per non stare a guardare”, di cui è promotrice Lucia Zippo, già consigliere comunale del Movimento 5 Stelle.


Alle scorse elezioni amministrative, Lucia Zippo è risultata l’unica eletta della lista del Movimento 5 Stelle in consiglio a Novi, ma ha ritenuto di dimettersi per lasciare il posto proprio a Paolo Coscia, che ora pare voler “far le pulci” proprio alla sua iniziativa.
L’associazione “Per non stare a guardare”, pur non essendo un soggetto politico, vede tra i suoi promotori vari esponenti del Movimento 5 Stelle, tra cui Pasquale Coluccio, consigliere regionale del Movimento. Nell’interrogazione, Coscia ha premesso che il Teatro Giacometti, di proprietà comunale, è soggetto a specifiche norme regolamentari per l’utilizzo da parte di soggetti esterni.
Richiamando l’esigenza di garantire la massima trasparenza nell’uso delle strutture comunali, Coscia ha chiesto all’amministrazione di chiarire:
- se sia stata presentata una richiesta formale per l’utilizzo del teatro, da chi e in quale data;
- i termini e le condizioni della concessione, compresi eventuali costi a carico dell’organizzatore;
- se l’evento abbia ricevuto patrocinio o supporto da parte del Comune e con quali motivazioni;
- se siano state applicate esenzioni o riduzioni tariffarie;
- chi abbia sostenuto i costi per l’utilizzo della struttura e per eventuali servizi accessori.
7 risposte a “5 stelle contro 5 stelle: Coscia presenta una interrogazione sull’evento della Zippo”
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Coscia è intransigente.
I capibastone voltagabbana del fu partito dell’onestà e della democrazia diretta non lo sono mai stati. Poltrone, prebende, potere. Tutte le malattie dei vecchi partiti, imbarcando veri esperti della materia.
L’uso agevolato dì beni pubblici assegnati per clientela diretta fa parte del gioco degli inciuci. Privilegi. L’evoluzione dal comico grillo all’omonimo Marchese. -
Beh, credo che un evento del genere, con un buon risultato organizzativo e di pubblico sia anche stato gestito in trasparenza ed in totale onestà, per cui il Comune o chi per esso responsabile del teatro Giacometti non abbia nessuna difficoltà a fornire le modalità di gestione dell’ evento. Certo che se queste bagarre fossero evitate Novi ne gioverebbe
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Un evento di tale proporzione in un posto come Novi Ligure è solo ed esclusivamente un bene. Evidentemente chi pensa diversamente non ha a cuore il bene della cultura in città. Pensare magari a cose più importanti per le interrogazioni sarebbe di buon auspicio, ma evidentemente non è da tutti ragionarci su.
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Non sorprende che Paolo Coscia, salito in consiglio comunale non per scelta degli elettori ma per le dimissioni di Lucia Zippo, scelga oggi di puntare il dito proprio contro un’iniziativa di successo promossa dalla stessa Zippo. L’interrogazione sull’evento con Sigfrido Ranucci, che ha richiamato centinaia di cittadini al Teatro Giacometti, appare più come un esercizio di visibilità personale che un reale interesse per la trasparenza amministrativa.
Pur mascherando la propria azione con il richiamo al rispetto dei regolamenti, Coscia dà l’impressione di voler screditare un evento culturalmente rilevante, promosso da un’associazione apartitica che ha saputo coinvolgere la cittadinanza. La domanda che molti si pongono è: se l’obiettivo fosse davvero quello di vigilare sulle modalità di utilizzo del teatro, perché farlo proprio ora, e con tanto zelo, solo quando a organizzare è chi ha più consenso e partecipazione reale?
Sorge il sospetto che dietro l’interrogazione non vi sia tanto la trasparenza quanto la volontà di regolare conti politici interni e marcare un territorio che Coscia ha occupato, ma che non ha ancora saputo legittimare con una reale azione politica incisiva. In altre parole, il teatro era pieno; il vuoto, semmai, è nella politica che si riduce a queste piccole manovre.
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Egregia signora fortuna, evidentemente a conferma del suo nome ci vede poco. Le sue argomentazioni sembrano un po’ pretestuose.
Frega nulla di Coscia, personalmente, ma il consiglio comunale attuale è zeppo di seconde, terze e quarte scelte. A meno che il secondo tra i votati di una lista non abbia costretto con la forza la prima a dimettersi, direi che nel mazzo la sua posizione sia a norma di legge.
Altrimenti che dire di quelli che sono arrivati al sacro soglio in quinta o sesta battuta, a furia di rinunce e dimissioni?
Non so se il capogruppo M5S abbia conti da regolare. Ma ci sono davvero regole per l’utilizzo di quegli spazi, che a volte sono stati negati ad altri con pretesti o scelte politiche. Chiedere un controllo sul rispetto delle regole dovrebbe essere il minimo, per chi ha la delega per fare gli interessi dei cittadini. Scandalizzarsi se accade sembra poco chiaro, e fa sorgere dubbi su, qui si, misteriosi interessi da difendere.
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Coscia pare uno dei tanti che si candidano a rappresentare i cittadini, e come ottengono un posticino si dimenticano dei cittadini e pensano solo a rappresentare se stessi, le loro simpatie e antipatie.
Non è l’unico, in consiglio comunale a Novi. Purtroppo. Questa mozione è solo frutto di astio e gelosia, altrimenti avrebbe semplicemente fatto un accesso agli atti per vedere se tutto era regolare.-
Continuiamo ad invocare il rispetto delle regole. Quando uno si azzarda a chiedere di verificare qualcosa, siamo allo scandalo o al regolamento di conti, oppure alla perdita di tempo.
Poi, quando in consiglio comunale parla di punching ball per decine di minuti, allora non è perdita di tempo.
Nella politica di bigotti e sacrestani, chi vorrebbe cercare la verità si attira critiche da ogni parte.
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Coscia è intransigente.
I capibastone voltagabbana del fu partito dell’onestà e della democrazia diretta non lo sono mai stati. Poltrone, prebende, potere. Tutte le malattie dei vecchi partiti, imbarcando veri esperti della materia.
L’uso agevolato dì beni pubblici assegnati per clientela diretta fa parte del gioco degli inciuci. Privilegi. L’evoluzione dal comico grillo all’omonimo Marchese.
Beh, credo che un evento del genere, con un buon risultato organizzativo e di pubblico sia anche stato gestito in trasparenza ed in totale onestà, per cui il Comune o chi per esso responsabile del teatro Giacometti non abbia nessuna difficoltà a fornire le modalità di gestione dell’ evento. Certo che se queste bagarre fossero evitate Novi ne gioverebbe
Un evento di tale proporzione in un posto come Novi Ligure è solo ed esclusivamente un bene. Evidentemente chi pensa diversamente non ha a cuore il bene della cultura in città. Pensare magari a cose più importanti per le interrogazioni sarebbe di buon auspicio, ma evidentemente non è da tutti ragionarci su.
Non sorprende che Paolo Coscia, salito in consiglio comunale non per scelta degli elettori ma per le dimissioni di Lucia Zippo, scelga oggi di puntare il dito proprio contro un’iniziativa di successo promossa dalla stessa Zippo. L’interrogazione sull’evento con Sigfrido Ranucci, che ha richiamato centinaia di cittadini al Teatro Giacometti, appare più come un esercizio di visibilità personale che un reale interesse per la trasparenza amministrativa.
Pur mascherando la propria azione con il richiamo al rispetto dei regolamenti, Coscia dà l’impressione di voler screditare un evento culturalmente rilevante, promosso da un’associazione apartitica che ha saputo coinvolgere la cittadinanza. La domanda che molti si pongono è: se l’obiettivo fosse davvero quello di vigilare sulle modalità di utilizzo del teatro, perché farlo proprio ora, e con tanto zelo, solo quando a organizzare è chi ha più consenso e partecipazione reale?
Sorge il sospetto che dietro l’interrogazione non vi sia tanto la trasparenza quanto la volontà di regolare conti politici interni e marcare un territorio che Coscia ha occupato, ma che non ha ancora saputo legittimare con una reale azione politica incisiva. In altre parole, il teatro era pieno; il vuoto, semmai, è nella politica che si riduce a queste piccole manovre.
Egregia signora fortuna, evidentemente a conferma del suo nome ci vede poco. Le sue argomentazioni sembrano un po’ pretestuose.
Frega nulla di Coscia, personalmente, ma il consiglio comunale attuale è zeppo di seconde, terze e quarte scelte. A meno che il secondo tra i votati di una lista non abbia costretto con la forza la prima a dimettersi, direi che nel mazzo la sua posizione sia a norma di legge.
Altrimenti che dire di quelli che sono arrivati al sacro soglio in quinta o sesta battuta, a furia di rinunce e dimissioni?
Non so se il capogruppo M5S abbia conti da regolare. Ma ci sono davvero regole per l’utilizzo di quegli spazi, che a volte sono stati negati ad altri con pretesti o scelte politiche. Chiedere un controllo sul rispetto delle regole dovrebbe essere il minimo, per chi ha la delega per fare gli interessi dei cittadini. Scandalizzarsi se accade sembra poco chiaro, e fa sorgere dubbi su, qui si, misteriosi interessi da difendere.
Coscia pare uno dei tanti che si candidano a rappresentare i cittadini, e come ottengono un posticino si dimenticano dei cittadini e pensano solo a rappresentare se stessi, le loro simpatie e antipatie.
Non è l’unico, in consiglio comunale a Novi. Purtroppo. Questa mozione è solo frutto di astio e gelosia, altrimenti avrebbe semplicemente fatto un accesso agli atti per vedere se tutto era regolare.
Continuiamo ad invocare il rispetto delle regole. Quando uno si azzarda a chiedere di verificare qualcosa, siamo allo scandalo o al regolamento di conti, oppure alla perdita di tempo.
Poi, quando in consiglio comunale parla di punching ball per decine di minuti, allora non è perdita di tempo.
Nella politica di bigotti e sacrestani, chi vorrebbe cercare la verità si attira critiche da ogni parte.