La console Russa a Genova, Maria Vendriskaya, a quanto pare è di casa in Val Borbera. Già nel 2023 la sua presenza alla cerimonia a ricordo del partigiano russo Fiodor Poletaev indispettì il comune di Cantalupo, che disertò l’evento patrocinato dall’Anpi.
«Il Comune – spiegò allora il sindaco Pierluigi Debenedetti a La Stampa- non sarà presente poiché un Comune non può andare contro le scelte di un governo nazionale rispetto alla politica estera. L’Italia sta inviando armi e promuovendo sanzioni contro la Russia e un Comune non può fare finta di nulla. Il problema ovviamente non è la nazionalità di Fjodor, che va sempre ricordato, ma il console russo, invitata dall’Anpi».

La curiosa vicenda è stata rilanciata su Facebook da alcuni esponenti politici della Val Borbera. Nel febbraio scorso nei pressi della stele a ricordo del sacrificio del partigiano Fiodor (militare sovietico che si unì alla resistenza in val Borbera per combattere fascisti e nazisti), mani ignote colorarono il muro che delimita l’area con il giallo e il blu, colori della bandiera ucraina. Insieme, apposero le scritte “libera Fedor” e “stand whit ukraine”. Un gesto di solidarietà all’ucraina e di condanna all’invasione russa, iniziata nel febbraio del 2022. Contemporaneamente, presso il cimitero di Cantalupo, apparvero le scritte: “Guerra alla guerra di Putin”, “Fascisti russi fuori dalla valle”, e “Fedor è vivo i morti siete voi”.
Pochi giorni fa è stato eseguito un curioso ripristino che ci fa porre molte domande.
Il muro è stato riverniciato di grigio da un eterogeo gruppo composto dalla console russa Maria Vendriskaya, e da altre persone, tra cui il consigliere provinciale, e presidente dell’Egato6, Giacomo Perocchio. Con loro, anche l’ex sindaco PD di Alessandria Mara Scagni.


L’azione ci fa porre alcune domande. Innanzitutto, che titolo ha un cittadino russo, benché console generale, di intervenire nella tinteggiatura di un muro di proprietà pubblica? La console è stata autorizzata dal comune di Cantalupo? Oppure da chi? Chi ha organizzato l’intervento di ripristino?
Maria Vedrinskaya è una diplomatica russa di lungo corso, specializzata nei rapporti con l’Italia, presente in Liguria dal 2020 come Console Generale.
Il Consigliere Provinciale Giacomo Perocchio era presente in rappresentanza della Provincia? La provincia di Alessandria ha deciso di schierarsi al fianco della Russia nel conflitto in corso, contrariamente agli orientamenti del governo Italiano?
È stata la provincia ad autorizzare l’intervento? Chi ha pagato la vernice?

Stupisce infine il fatto che Perocchio, che già di suo avrebbe un gran da fare in quanto stimato cardiochirurgo, ricoprendo inoltre gli incarichi di consigliere provinciale con delega alla viabilità, di presidente di Egato6 e anche di capogruppo della Lega in consiglio comunale a Novi, trovi anche il tempo di andare in giro a tinteggiare i muri degli altri comuni. Forse, è un ricordo di quando, giovane leghista, scriveva sui muri “Padania Libera”?
Ancora, che ci faceva Mara Scagni, già sindaco di Alessandria e di certo non leghista, in tenuta da lavoro in val Borbera? Mara Scagni è presidente dell’associazione RyAlGe (acronimo di Ryazan, il paese natale di Fëdor Poletaev, Alessandria, Genova) che si occupa dell’interscambio tra la Russia e l’Italia.

La scritta «Stand with Ukraine» e i colori giallo e blu apparsi sul muro presso la stele dedicata a Fiodor Poletaev si richiamano a uno slogan internazionale nato all’indomani dell’invasione russa del febbraio 2022. Si tratta di un messaggio di solidarietà globale all’Ucraina, diffusosi su media, piazze, opere artistiche e manifestazioni in tutto il mondo, divenuto simbolo di sostegno morale e politico alla resistenza ucraina. Un messaggio di solidarietà che a quanto pare da’ fastidio a qualcuno.
(le foto sono state reperite su Facebook)
8 risposte a “Lo strano caso della Console Russa, Perocchio e la Val Borbera”
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Una polemica sterile. Ma soprattutto un comportamento che lascia quantomeno perplessi le scritte sui muri adiacenti ( e non solo) al monumento. Fatto nella notte precedente alla commemorazione da alcuni personaggi che sono oramai un paio di anni che appaiono e fanno oltraggio.
Fedor un eroe russo che è morto per la nostra libertà, merita rispetto.-
Guarda che le scritte erano pro ucraina, non contro Fiodor.
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Anche l’autore del pezzo filo-zelenski e di evidente appoggio al riarmo della Wehrmacht contro la Russia deve avere problemi di memoria. Come i fascisti che usano l’Ucraina per sporcare la memoria della Resistenza in val Borbera. Rinnegare quella memoria, e decenni di celebrazioni con bande musicali, Bella Ciao Inno dell’Unione sovietica, sindaci con fascia tricolore e sempre in presenza del console russo, ospite spesso anche a manifestazioni a Novi, è la prova di una inarrestabile deriva a destra di personaggi e partiti ormai distanti dai valori della lotta di liberazione dal nazifascismo.
E dimostra che il compianto Carlein Carrega, storico alfiere dell’ ANPI, aveva ragione quando diceva che “isti di snistra in g’han mancu pü è bràse”
Sulle strumentalizzazioni padane dei camerati di nethaniau e meloni un velo pietoso.
Questi hanno la faccia come il c… -
Perocchio, che in passato ha anche avuto velleità da Bansky padano, è coerente con lo schieramento internazionale del suo partito, che insieme alla Le Pen, Orban, Vox e altri partiti di estrema destra, esprime da sempre posizioni che possono anche dar luogo a questi episodi.
Chi invece dovrebbe dare spiegazioni è il presidente della provincia di Alessandria, di cui Perocchio è una specie di attivissimo ed ascoltatissimo vice. Attendiamo ancora spiegazioni dal presidente di quello che è successo con Egato6: probabilmente queste spiegazioni arriveranno dalle aule di giustizia. Se tanto mi dà tanto, anche per questo caso qualcuno farà spallucce e si girerà dall’altra parte, adottando lo schema delle tre scimmiette. -
Libertà per le volpi che Fava e Repetto tengono sotto le ascelle! Libere subito! Poletaev è un caduto dell’Unione sovietica, non della Federazione russa: i rappresentanti diplomatici russi non c’entrano nulla con lui. O c’entrano tanto quanto ogni altro rappresentante diplomatico di ogni ex repubblica sovietica.
Non basta: Putin è il principale fascista del terzo millennio, finanziatore di tutte le estreme destre del mondo: che ci fanno i suoi scagnozzi a commemorare un partigiano caduto per la nostra libertà?
A chi verrebbe in mente di chiamare un rappresentante di Viktor Orbán a parlarci di Lukas Miklos, medico ebreo ungherese, nato nel 1908 a Budapest, che da Tortona si nasconde a Roccaforte e da lì partecipa al movimento partigiano?
La storia di Max Negrini, nato al Cairo nel 1881 e morto a Genova nel 1947, ebreo arrestato dai fascisti, rinchiuso nel campo di prigionia di Calvari, in Fontanabuona, e liberato dai partigiani di Giustizia e Libertà, vorremmo che a raccontarcela fosse una palandrana del dittatore egiziano Al-Sisi?
Nel dopoguerra avremmo lasciato celebrare la vicenda di Nicola Do Rosario, uno dei caduti dell’insurrezione di Genova, cinquantenne di Capo Verde -allora colonia portoghese-, a un diplomatico del dittatore fascista António Salazar?
E ancora: negli anni Settanta e Ottanta avremmo accolto un uomo di Augusto Pinochet in val Graveglia per rievocare la figura di Evasio Zolezzi, caduto partigiano nell’estate del ’44, di famiglia sestrese ma nato a Santiago nel 1920?
E infine: è stato mai invitato l’Ambasciatore Ucraino a Variana, piccola frazione di Grondona, dove una sera d’autunno del ’44 è morto Onufri Ribak, nato nel 1922 a Vynnyky, vicino a Leopoli, in seguito alle ferite riportate in combattimento?
Lo abbiamo mai invitato a Rivalta Scrivia, dove la sera dell’11 gennaio 1945 viene ucciso Aleksandr “Sasha” Tirikov, nato a Odessa nel 1921, partigiano del distaccamento Franchi della brigata Oreste?
Lo abbiamo mai invitato a Santa Maria del Porto, sul lago del Brugneto, dove a poche settimane dalla fine della guerra muore in battaglia Pavel Šaregin, nato a Charkiv nel 1906, catturato a Leningrado e deportato a Dresda, disertore della Wehrmacht e partigiano della brigata Matteotti?
Dunque cosa ci fa un diplomatico russo in val Borbera, a “commemorare” un caduto sovietico?
Bello sarebbe poterlo chiedere a Valentin Sievciuk, nato in Ucraina nel 1920, a Stanislav che oggi si chiama Ivano-Frankivs’k, che ha fatto il partigiano a Voltaggio, dove nel 1948 si è sposato -due figlie, i nipoti- e ha vissuto a Ronco Scrivia fino a vent’anni fa, quando è morto e che in URSS non è mai tornato perché si sapeva che chi tornava faceva una brutta fine.
Lo sapeva anche Grigorij Pansin, suo coetaneo e compatriota, nato a Putyvl’ nell’oblast’ di Sumy, mitico partigiano Griska, prigioniero dei tedeschi fuggito dal treno a Ronco Scrivia all’8 di settembre, rifugiato al Passo di Tanadorso, ribelle della Benedicta -un fegataccio-, che parlava più genovese che italiano e che alla fine della guerra altro che URSS: è andato in Argentina e da laggiù -padre, nonno e bisnonno- ha fatto in tempo a veder cominciare la guerra di Putin contro il Donbass.
E allora basta; basta alla propaganda russa sulla pelle dei nostri partigiani. Fuori una volta per tutte i fascisti russi e filo-russi dalla valle. Giù le mani -sporche di sangue- di Vladimir Putin dai nostri partigiani.-
Ma guarda, sbuca a sorpresa un calendiano picernista, profeta del riarmo della Wehrmacht a spese del popolo italiano, che usa la storia Partigiana per i suoi scopi di propaganda.
Egregio torre Voi nazisionisti siete patetici.
Basta leggere chi sono i tuoi capi, che elenchi voluttiosamente nei TAG delle tue pagine per capire di che pasta sei fatto:
Pina Picierno Emanuele Fiano Lia Quartapelle Carlo Calenda Sinistra per l’Ucraina Yuri Previtali Euromaidanpr Italia forzaucraina.it Kateryna Sadilova
La stessa genia che da sempre sostiene la pulizia etnica scatenata dai nazisti di azov contro i russofoni in ucraina fopo il golpe del 2012 e dai genocidi sionisti che dal 1948 invadono la Palestina.
Putin, e i poveri leghisti che ci facevano affari, non c’entrano con me e con la Val Borbera, come non c’entra con loro chi da quelle parti ci ha lasciato la pelle. Voi che vi arricchite con le armi di Leonardo siete quelli che blaterate di “mani sporche di sangue”? senza in minimo di vergogna?
Il tuo anticomunismo viscerale è palese, e oggi si salda con le giravolte di quelli che per 50 anni sul comunismo ci hanno costruito belle carriere per se’ e per figli e parenti, e adessi sono imbarcati con te sulla barca del dollaro e dell’industria della guerra. Non vorrei darti una delusione, ma io comunista non lo sono mai stato.
Semplicemente so che la Storia si basa sui fatti, e non sulle narrazioni ideologiche. Cib la tua logica iniettata di sangue, visto che al potere ci siete voi, si dovrebbe pensare che i prefetti sono tutti complici del governo fascioleghista.
Beh, oddio… diciamo che lo sono quelli che fanno carrirera.
PS – lascia stare i morti della Benedicta, non sai di chi e con chi parli. Accontentati di acquisire meriti dai tuoi sodali guerrafondai, quelli che chiami in soccorso a colpi di tag.
In attesa che tu e i tuoi camerati diciate MEZZA PAROLA contro lo sterminio di un intero popolo con le armi che fabbricate, resto dell’idea che Carlein Carrega avesse capito tutto da molto tempo.-
Per risponderti ho prima bisogno di consultarmi con numerosi medici specialisti: non vorrei peggiorare la tua situazione, che mi sembra già gravissima. Nel frattempo cerca di riposare, non compiere sforzi eccessivi, non uscire nelle ore calde ed evita le bevande alcoliche (questa non è una battuta sull’alcolismo!).
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Devono essere stati i tuoi medici a consigliarti di passare agli insulti personali stante la tua impossibilità di produrre argomenti nel merito. Un classico prevedibile.
Neppure originale.
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Una polemica sterile. Ma soprattutto un comportamento che lascia quantomeno perplessi le scritte sui muri adiacenti ( e non solo) al monumento. Fatto nella notte precedente alla commemorazione da alcuni personaggi che sono oramai un paio di anni che appaiono e fanno oltraggio.
Fedor un eroe russo che è morto per la nostra libertà, merita rispetto.
Guarda che le scritte erano pro ucraina, non contro Fiodor.
Anche l’autore del pezzo filo-zelenski e di evidente appoggio al riarmo della Wehrmacht contro la Russia deve avere problemi di memoria. Come i fascisti che usano l’Ucraina per sporcare la memoria della Resistenza in val Borbera. Rinnegare quella memoria, e decenni di celebrazioni con bande musicali, Bella Ciao Inno dell’Unione sovietica, sindaci con fascia tricolore e sempre in presenza del console russo, ospite spesso anche a manifestazioni a Novi, è la prova di una inarrestabile deriva a destra di personaggi e partiti ormai distanti dai valori della lotta di liberazione dal nazifascismo.
E dimostra che il compianto Carlein Carrega, storico alfiere dell’ ANPI, aveva ragione quando diceva che “isti di snistra in g’han mancu pü è bràse”
Sulle strumentalizzazioni padane dei camerati di nethaniau e meloni un velo pietoso.
Questi hanno la faccia come il c…
Perocchio, che in passato ha anche avuto velleità da Bansky padano, è coerente con lo schieramento internazionale del suo partito, che insieme alla Le Pen, Orban, Vox e altri partiti di estrema destra, esprime da sempre posizioni che possono anche dar luogo a questi episodi.
Chi invece dovrebbe dare spiegazioni è il presidente della provincia di Alessandria, di cui Perocchio è una specie di attivissimo ed ascoltatissimo vice. Attendiamo ancora spiegazioni dal presidente di quello che è successo con Egato6: probabilmente queste spiegazioni arriveranno dalle aule di giustizia. Se tanto mi dà tanto, anche per questo caso qualcuno farà spallucce e si girerà dall’altra parte, adottando lo schema delle tre scimmiette.
Libertà per le volpi che Fava e Repetto tengono sotto le ascelle! Libere subito! Poletaev è un caduto dell’Unione sovietica, non della Federazione russa: i rappresentanti diplomatici russi non c’entrano nulla con lui. O c’entrano tanto quanto ogni altro rappresentante diplomatico di ogni ex repubblica sovietica.
Non basta: Putin è il principale fascista del terzo millennio, finanziatore di tutte le estreme destre del mondo: che ci fanno i suoi scagnozzi a commemorare un partigiano caduto per la nostra libertà?
A chi verrebbe in mente di chiamare un rappresentante di Viktor Orbán a parlarci di Lukas Miklos, medico ebreo ungherese, nato nel 1908 a Budapest, che da Tortona si nasconde a Roccaforte e da lì partecipa al movimento partigiano?
La storia di Max Negrini, nato al Cairo nel 1881 e morto a Genova nel 1947, ebreo arrestato dai fascisti, rinchiuso nel campo di prigionia di Calvari, in Fontanabuona, e liberato dai partigiani di Giustizia e Libertà, vorremmo che a raccontarcela fosse una palandrana del dittatore egiziano Al-Sisi?
Nel dopoguerra avremmo lasciato celebrare la vicenda di Nicola Do Rosario, uno dei caduti dell’insurrezione di Genova, cinquantenne di Capo Verde -allora colonia portoghese-, a un diplomatico del dittatore fascista António Salazar?
E ancora: negli anni Settanta e Ottanta avremmo accolto un uomo di Augusto Pinochet in val Graveglia per rievocare la figura di Evasio Zolezzi, caduto partigiano nell’estate del ’44, di famiglia sestrese ma nato a Santiago nel 1920?
E infine: è stato mai invitato l’Ambasciatore Ucraino a Variana, piccola frazione di Grondona, dove una sera d’autunno del ’44 è morto Onufri Ribak, nato nel 1922 a Vynnyky, vicino a Leopoli, in seguito alle ferite riportate in combattimento?
Lo abbiamo mai invitato a Rivalta Scrivia, dove la sera dell’11 gennaio 1945 viene ucciso Aleksandr “Sasha” Tirikov, nato a Odessa nel 1921, partigiano del distaccamento Franchi della brigata Oreste?
Lo abbiamo mai invitato a Santa Maria del Porto, sul lago del Brugneto, dove a poche settimane dalla fine della guerra muore in battaglia Pavel Šaregin, nato a Charkiv nel 1906, catturato a Leningrado e deportato a Dresda, disertore della Wehrmacht e partigiano della brigata Matteotti?
Dunque cosa ci fa un diplomatico russo in val Borbera, a “commemorare” un caduto sovietico?
Bello sarebbe poterlo chiedere a Valentin Sievciuk, nato in Ucraina nel 1920, a Stanislav che oggi si chiama Ivano-Frankivs’k, che ha fatto il partigiano a Voltaggio, dove nel 1948 si è sposato -due figlie, i nipoti- e ha vissuto a Ronco Scrivia fino a vent’anni fa, quando è morto e che in URSS non è mai tornato perché si sapeva che chi tornava faceva una brutta fine.
Lo sapeva anche Grigorij Pansin, suo coetaneo e compatriota, nato a Putyvl’ nell’oblast’ di Sumy, mitico partigiano Griska, prigioniero dei tedeschi fuggito dal treno a Ronco Scrivia all’8 di settembre, rifugiato al Passo di Tanadorso, ribelle della Benedicta -un fegataccio-, che parlava più genovese che italiano e che alla fine della guerra altro che URSS: è andato in Argentina e da laggiù -padre, nonno e bisnonno- ha fatto in tempo a veder cominciare la guerra di Putin contro il Donbass.
E allora basta; basta alla propaganda russa sulla pelle dei nostri partigiani. Fuori una volta per tutte i fascisti russi e filo-russi dalla valle. Giù le mani -sporche di sangue- di Vladimir Putin dai nostri partigiani.
Ma guarda, sbuca a sorpresa un calendiano picernista, profeta del riarmo della Wehrmacht a spese del popolo italiano, che usa la storia Partigiana per i suoi scopi di propaganda.
Egregio torre Voi nazisionisti siete patetici.
Basta leggere chi sono i tuoi capi, che elenchi voluttiosamente nei TAG delle tue pagine per capire di che pasta sei fatto:
Pina Picierno Emanuele Fiano Lia Quartapelle Carlo Calenda Sinistra per l’Ucraina Yuri Previtali Euromaidanpr Italia forzaucraina.it Kateryna Sadilova
La stessa genia che da sempre sostiene la pulizia etnica scatenata dai nazisti di azov contro i russofoni in ucraina fopo il golpe del 2012 e dai genocidi sionisti che dal 1948 invadono la Palestina.
Putin, e i poveri leghisti che ci facevano affari, non c’entrano con me e con la Val Borbera, come non c’entra con loro chi da quelle parti ci ha lasciato la pelle. Voi che vi arricchite con le armi di Leonardo siete quelli che blaterate di “mani sporche di sangue”? senza in minimo di vergogna?
Il tuo anticomunismo viscerale è palese, e oggi si salda con le giravolte di quelli che per 50 anni sul comunismo ci hanno costruito belle carriere per se’ e per figli e parenti, e adessi sono imbarcati con te sulla barca del dollaro e dell’industria della guerra. Non vorrei darti una delusione, ma io comunista non lo sono mai stato.
Semplicemente so che la Storia si basa sui fatti, e non sulle narrazioni ideologiche. Cib la tua logica iniettata di sangue, visto che al potere ci siete voi, si dovrebbe pensare che i prefetti sono tutti complici del governo fascioleghista.
Beh, oddio… diciamo che lo sono quelli che fanno carrirera.
PS – lascia stare i morti della Benedicta, non sai di chi e con chi parli. Accontentati di acquisire meriti dai tuoi sodali guerrafondai, quelli che chiami in soccorso a colpi di tag.
In attesa che tu e i tuoi camerati diciate MEZZA PAROLA contro lo sterminio di un intero popolo con le armi che fabbricate, resto dell’idea che Carlein Carrega avesse capito tutto da molto tempo.
Per risponderti ho prima bisogno di consultarmi con numerosi medici specialisti: non vorrei peggiorare la tua situazione, che mi sembra già gravissima. Nel frattempo cerca di riposare, non compiere sforzi eccessivi, non uscire nelle ore calde ed evita le bevande alcoliche (questa non è una battuta sull’alcolismo!).
Devono essere stati i tuoi medici a consigliarti di passare agli insulti personali stante la tua impossibilità di produrre argomenti nel merito. Un classico prevedibile.
Neppure originale.