Un foglio di quaderno lasciato nella tasca della giacca di un docente, con l’augurio di morire dentro un campo di concentramento, dopo una lezione sul significato della Giornata della Memoria. È accaduto in una scuola superiore novese poco tempo fa.
Il foglietto, riportante il disegno dell’ingresso del campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, era accompagnato dalla scritta «per (il nome del docente) gli auguro di andarci non per visitarlo ma per morire». Sul retro, una stella di Davide con sopra il simbolo di divieto e la scritta «W Hitler – W il Duce», accompagnata dalla croce uncinata.
Il ritrovamento del biglietto è avvenuto poche ore dopo che l’insegnante aveva tenuto una lezione ai suoi alunni sul significato del Giorno della Memoria delle vittime dell’Olocausto e della violenza nazifascista, che ricorre ogni anno il 27 gennaio.
Il docente non ha idea di chi possa essere lo studente o la studentessa che ha compiuto questo gesto, così come non sa se si tratti di una stupida ragazzata, magari dopo un brutto voto, o di un gesto di vera intolleranza. Nel dubbio, il docente si è recato presso la locale caserma dei Carabinieri e ha sporto regolare denuncia.
Resta un gesto che, più che provocare, interroga e lascia aperta una domanda a cui la scuola e nessuno di noi può sottrarsi. Per uno stupido, o una stupida, che lascia un biglietto simile, quanti ragazzi hanno compreso l’importanza del tema? Speriamo molti, se non tutti.


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Mandarl* a meditare 3 mesi a Gaza , così capisce che fortuna ha a vivere in una Società pacifica e che cerca di essere tollerante e inclusiva nonostante quelli come l*i