Proseguono gli appuntamenti letterari di “Un libro al Circolo”, la rassegna dedicata a libri, scrittori ed editori promossa dal Nuovo Circolo Ilva insieme all’associazione Novi in Terza Pagina.
Venerdì 8 maggio 2026 alle ore 18, negli spazi del Circolo Ilva, l’iniziativa propone un incontro che si inserisce anche nel clima di attesa per il passaggio del Giro d’Italia a Novi Ligure. Ospite sarà Franco Testore, che presenterà il suo romanzo “Come una ruota che gira”, pubblicato da Arabafenice.
Ambientato nell’Asti del 1965, in pieno boom economico, il libro racconta la vita nel borgo San Rocco, segnato dall’arrivo di numerose famiglie meridionali in cerca di lavoro. Al centro della narrazione si trova l’officina di Giaculìn Gamba, meccanico e appassionato di ciclismo, la cui esistenza si intreccia con quella della moglie Mentina e con le storie degli abitanti del quartiere. Sullo sfondo, il Giro d’Italia seguito tappa dopo tappa alla radio, fino alla vittoria di Vittorio Adorni.
Attraverso una pluralità di personaggi e vicende, il romanzo offre uno spaccato vivido dell’Italia di quegli anni, mettendo al centro valori come il lavoro, la solidarietà e la dignità quotidiana. La bicicletta diventa simbolo di passione e riscatto, in un racconto che unisce memoria storica e dimensione umana.
Franco Testore, nato a Canelli nel 1953, ha costruito il proprio percorso professionale all’interno del mondo sanitario, lavorando per oltre quarant’anni in ospedale, prima come infermiere e successivamente come medico oncologo. Un’esperienza lunga e intensa, a contatto diretto con le persone e con le loro storie, che ha profondamente influenzato il suo modo di osservare la realtà e di raccontarla.
Accanto alla professione medica, ha sempre coltivato una forte passione per la musica, in particolare per il rock, sviluppata anche attraverso una significativa attività di divulgazione: dal 2004 realizza infatti spettacoli multimediali in cui intreccia narrazione e musica, raccontando artisti, epoche e percorsi culturali.
Il passaggio alla scrittura narrativa avviene nel 2005, dopo anni trascorsi ad ascoltare e raccogliere le storie dei suoi pazienti. Da questa esperienza nasce una produzione letteraria fortemente radicata nella quotidianità, caratterizzata da uno stile volutamente vicino al linguaggio parlato, come se fossero i personaggi stessi a raccontare la propria vita. Nei primi lavori sceglie di firmarsi con pseudonimi costruiti sulle proprie iniziali, utilizzati anche come chiave narrativa per introdurre il tema dei romanzi.
Tra le sue opere si ricordano “Zero all’alba” (2005), pubblicato come Felice Travaglio, che racconta con ironia e disincanto una generazione di giovani di provincia tra il 1968 e il 1977; “Il bacialé” (2011), firmato Fermo Tralevigne, ambientato nella Langa astigiana degli anni Sessanta e vincitore nel 2012 del Premio letterario Cesare Pavese e del Premio Reis Encrëuse “Libro che cammina”; “Il gigante della bassa” (2020), pubblicato come Fortunato Tuttobene, che recupera le radici emiliane dell’autore attraverso la storia di un contadino della pianura tra Reggio Emilia e Modena.
A queste opere si affianca “Napoleone in bicicletta”, che completa una sorta di trilogia dedicata al mondo contadino e alla memoria della vita quotidiana del Novecento. In tutta la sua produzione emerge un filo conduttore preciso: l’attenzione per le persone comuni, per le loro fatiche, i loro sogni e la loro capacità di attraversare il tempo con dignità.
L’incontro è a ingresso libero fino a esaurimento posti.
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