Poco più di una settimana fa mio papà è morto. Aveva 96 anni, è stato piuttosto bene fino agli ultimi giorni, che rischiavano di essere vissuti con sofferenza, inutile e superflua per lui prima di tutto, ma anche per noi che gli eravamo accanto. Mia sorella, mio fratello ed io non siamo mai mancati, in presenza e nei tentativi di presa in cura a volte maldestri, proprio perché dettati dal cuore.

Forse è vero che nelle situazioni bisogna trovarcisi per poter comprendere appieno le dinamiche che si attivano, le sofferenze, gli sbagli che si fanno sempre a fin di bene, sì, ma non per questo meno dannosi a livello emotivo. Lavoro con la sofferenza ormai da quasi trent’anni, qualcosa su come trattarla la so, cercando di essere d’aiuto e senza che la stessa mi torni indietro come un boomerang, ma sapendo utilizzare con efficacia ciò che sento; perciò so anche cosa significa essere vicino alle persone negli ultimi istanti di vita: riconosco le paure, le ansie, i vissuti di colpa spesso presenti, il senso di impotenza e inefficacia di fronte al dolore.

Però, sono sempre stata dall’altra parte. Non questa volta. Questa volta mi sono trovata dalla parte sbagliata del letto, diciamo così, e posso affermare con assoluta consapevolezza che l’esserci di chi sta dall’altra parte è un elemento fondamentale nell’affrontare la fase del fine vita: quando si dice che c’è chi fa la differenza, ecco, gli operatori dell’Unità di Cure Palliative fanno la differenza.

Ho avuto occasione di lavorare con loro per un anno e mezzo, li ho accompagnati e seguiti a casa delle persone malate, ho parlato ma soprattutto ascoltato i pazienti e i loro familiari, ho cercato di esserci, mi sono resa conto che spesso quello che le persone chiedono è sapere che qualcuno disposto ad ascoltarli c’è, qualcuno a cui fare riferimento in caso di bisogno c’è, qualcuno che se lo chiami, risponde, c’è. Non è poco, è tantissimo.

Questa volta ero dalla parte dei familiari e ho potuto vivere direttamente cosa significa essere in questa posizione, così diversa dalla mia solita, ma non opposta, anzi, familiari e pazienti vengono come abbracciati dall’èquipe, questa la mia sensazione fortissima, con l’onestà del dire, la competenza del fare e la disponibilità dell’esserci. La delicatezza di ogni gesto, il sorriso mai compiacente ma genuino, la chiarezza nello spiegare tutti gli atti di cura, ripetendoli più volte per accertare la nostra comprensione, perché qui intelligenza, cultura ed esperienza vanno a farsi benedire, credetemi, e ciò che oggettivamente si sa è come se lo si vedesse da dietro un vetro smerigliato: fa male agli occhi, oltre che al cuore. Ci vuole qualcuno che resti anche quando appare insopportabile, che ti ripeta le cose senza spazientirsi e che si assicuri che tu abbia capito, qualcuno che quando ti parla, ti guardi dritto negli occhi cosicché tu sappia di essere visto, con le tue fragilità e le tue domande, senza che questo faccia paura.

Antonella, Bruno, Chiara, Elena, Gianluigi, Mauro, Monica, Rita, Sergio, Simona, Vittoria sanno restare. Nonostante il dolore, nonostante la fatica che, credetemi, è anche loro, perché prendersi cura significa lasciarsi sfiorare dalla sofferenza altrui ma senza farsi travolgere. Non è affatto facile e posso dirlo per esperienza. Chi si prende cura fa la differenza nel come lo fa, non è scontato ed è un dono per chi sente di essere considerato persona con una dignità, una storia, degli affetti, e non mero contenitore di malattia.

Papà ha avuto la fortuna di incontrare persone così con le sue dottoresse, Giulia e Manuela, e con tutta l’èquipe di Cure Palliative di Novi Ligure. A loro va la riconoscenza mia, di mia sorella Monica e di mio fratello Luca: siete un dono.

Ti è piaciuto questo articolo? Offrici un caffè con Ko-Fi

Segui il moscone su Telegram per ricevere una notifica ogni volta che viene pubblicato un nuovo articolo https://t.me/ilmoscone

Visited 1 times, 1 visit(s) today

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com

Contact Us