L’onorevole Rossano Sasso di Futuro nazionale ha chiesto ieri nell’aula di Montecitorio un’informativa urgente sulla vicenda che ha coinvolto il liceo Amaldi di Novi Ligure, chiedendo sanzioni nei confronti della dirigenza scolastica.
Dura la risposta dell’onorevole Federico Fornaro del Pd che si è dissociato da questa richiesta ribadendo i chiarimenti già espressi nel comunicato pubblicato ieri dalla scuola e difendendo l’onorabilità del direttore didattico e del corpo docente del liceo Amaldi di Novi Ligure.

Di seguito il resoconto stenografico (non corretto)

Sull’ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Sasso. Ne ha facoltà.

ROSSANO SASSO (MISTO-FNV-F). Grazie, Presidente. Intervengo per richiedere una informativa urgente al Ministro dell’Istruzione e del merito Valditara e per denunciare, ancora una volta, l’uso politico della scuola pubblica italiana da parte di docenti e dirigenti scolastici politicizzati.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE GIORGIO MULE’ (ore 17,18)

ROSSANO SASSO (MISTO-FNV-F). Ancora una volta il parastato gramsciano, quello che infesta le nostre scuole e le nostre università, cerca di fare proselitismo e cerca di indottrinare i nostri studenti.

Che ci fosse l’egemonia culturale – o presunta tale – della sinistra nelle nostre scuole lo sappiamo da oltre cent’anni però, a questo punto, gli autori del parastato gramsciano hanno perso ogni freno inibitore. Infatti due giorni fa, in un liceo di Novi Ligure e, stamattina, in un’altra scuola che fra un po’ citerò, si sono spinti oltre ogni immaginazione, arrivando ad utilizzare uno strumento ufficiale di una pubblica amministrazione quale il registro elettronico, che è lo strumento con cui la scuola dà comunicazioni ufficiali alle famiglie e agli studenti sui voti, sulle assenze e sull’attività didattica.

Ebbene, in un caso, a Novi Ligure, abbiamo avuto un dirigente scolastico che ha ammesso candidamente di aver autorizzato la promozione di una manifestazione di parte. Io non entro neanche nel merito del contenuto della manifestazione, che in questo caso era l’ennesima manifestazione pro-Pal. Presidente, avrei fatto lo stesso intervento se si fosse trattato di manifestare in ricordo delle vittime del 7 ottobre, quindi qui non parliamo di attività didattica, ma parliamo di invitare la comunità studentesca a prendere parte a qualcosa che con la didattica non c’entra.

Ma stamattina ho ancora un altro caso, in un’altra scuola, in un liceo dell’hinterland milanese, attraverso il registro elettronico, è arrivato l’invito a partecipare ad un flash mob antifascista organizzato dalla CGIL. Allora, vede Presidente, gli insegnanti possono chiaramente, indubbiamente avere tutte le idee che vogliono. L’insegnante può avere idee di destra, di sinistra, di centro, di sopra o di sotto, ma non può, nella maniera più assoluta, utilizzare la cattedra come palco per fare propaganda politica, che può essere di partito, che può essere filoislamica, che può essere pro agenda LGBT (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free). Le sue idee rimangono tali.

Noi chiediamo che in cattedra, per assolvere la missione educativa, ci vadano persone capaci di stimolare la coscienza critica e non di imporre le proprie idee, perché in questo modo si viene meno alla funzione educativa.

Noi abbiamo chiesto al Ministro dell’Istruzione Valditara di fare luce sia sulla vicenda di Novi Ligure e da questa sede chiediamo di fare lo stesso per la scuola della provincia di Milano, perché non basta inviare gli ispettori che nella maggior parte dei casi fanno, anch’essi, parte del parastato gramsciano, messi lì dalla sinistra e dal MoVimento 5 Stelle quando occupavano il dicastero di viale Trastevere (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free). Noi vogliamo che vengano individuati e sanzionati i responsabili (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free), a meno che non si dia per scontato che nel nome dell’autonomia scolastica e della libertà di insegnamento sia giusto e consentito ai docenti fare propaganda politica.

Noi siamo venuti a conoscenza di questa situazione attraverso dei genitori coraggiosi. Si tratta di genitori coraggiosi che non si vogliono esporre pubblicamente, perché addirittura ci hanno confessato di temere ripercussioni da parte dei docenti politicizzati nei confronti dei propri ragazzi. Siamo arrivati a questo, nel 2026, neanche fossimo negli anni ’70, dove, se facevi un tema che si discostava dalla narrazione del mainstream capitava che il professore ti esponesse al pubblico ludibrio e che, magari, i collettivi antifascisti ti ammazzassero, come è successo al compianto Sergio Ramelli (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free).

Detto questo, Presidente, noi chiediamo davvero un’informativa sia sull’esito delle ispezioni che il ministro ha annunciato di inviare, ma chiediamo anche di ripensare, trent’anni dopo, la legge che ha confezionato l’autonomia scolastica. Perché 30 anni fa aveva un senso, ma oggi dovrebbe avere maggiore rispetto per la tutela dei nostri studenti, perché in nome della libertà della ricerca o della libertà dell’insegnamento non si possono autorizzare docenti a trasformarsi in attivisti politici.

Chi è docente ha il dovere di svolgere la propria missione educativa. Può avere tutte le idee del mondo, ma nel momento in cui fa propaganda politica è da considerare come un attivista politico, non come un educatore, e come attivista politico va trattato. Fuori dalle scuole (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free – Commenti della deputata Boldrini)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sempre sull’ordine dei lavori, l’onorevole Fornaro.

FEDERICO FORNARO (PD-IDP). Grazie, signor Presidente. Intervengo per dissociarci da questa richiesta di informativa strumentale e assolutamente non corrispondente alla realtà dei fatti.

Quello che è avvenuto ieri, nei confronti del liceo “Amaldi” di Novi è un’operazione di carattere squadristico, nei termini e nei modi che sono stati descritti oggi in quest’Aula (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista). E in quest’Aula, prima di pronunciare il nome di Gramsci, il collega Sasso dovrebbe ricordare che Gramsci è morto nelle carceri fasciste, ha passato gli anni più importanti della sua vita non in libertà (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

Il liceo “Amaldi” non ha organizzato, patrocinato e finanziato alcuna manifestazione pubblica. Ha segnalato l’esistenza di una manifestazione che è promossa da una rete di società civile e associazioni a carattere del tutto apartitico.

Da parte di un docente c’è stato l’invito a partecipare a titolo del tutto personale, volontario ed extrascolastico. Non è accettabile, signor Presidente, che venga messo alla berlina, nell’Aula di questo Parlamento, un dirigente scolastico, come quello che dirige l’Amaldi, stimato in tutta la città, liceo Amaldi che, soltanto nel 2023, il Ministro Valditara ha indicato ad esempio come liceo modello.

Insomma non si può più permettere ed è inaccettabile che venga messo nel ventilatore, l’odio nei confronti di chi opera all’interno della scuola, non è accettabile quello che è avvenuto e, soprattutto, la velocità con cui il Ministero ha risposto a queste richieste.

Ci saremmo aspettati e ci aspettiamo da parte del Ministro Valditara la stessa velocità quando dalle scuole si segnalano problematiche legate per esempio alla sicurezza.

Insomma, noi crediamo che sia stata una tempesta in un bicchier d’acqua, che il liceo Amaldi sia e rimanga uno dei licei migliori – non lo dico io, lo dicono tutti gli anni gli studi della Fondazione Agnelli – e che quindi non meriti questo accanimento. Andranno chiariti evidentemente alcuni passaggi, come è giusto che sia. È stata fatta una rettifica rispetto al registro elettronico, con una nota di chiarimento che ha precisato la natura strettamente individuale e volontaria di qualsiasi eventuale partecipazione. Dire le cose, fare le affermazioni che ho sentito in quest’Aula, ossia che altrimenti i genitori avrebbero avuto paura… il liceo Amaldi non è quello che è stato descritto qui dal collega Sasso. Io credo che prima di fare certe affermazioni, di invocare sanzioni dovrebbe pensarci bene e avere maggiore rispetto di chi, come il direttore didattico di questa scuola, ha dedicato la sua vita all’insegnamento e lo ha fatto nel rispetto dei valori della nostra Costituzione, che è anche – se lo ricordi, collega Sasso – una Costituzione nata dalla Resistenza, e quindi che affonda i suoi valori nell’antifascismo (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e di deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

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Di Moscone

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