Con l’incontro di sabato 24 gennaio, promosso dalla lista civica La Novi che amiamo, con la presenza di Linda Laura Sabbadini, l’attenzione ai numeri in questa città che vive troppo di impressioni e di slogan, ha fatto un piccolo passo avanti.
C’era un salone della Biblioteca discretamente affollato, c’erano anche facce nuove o comunque diverse dai soliti noti presenti per dovere, c’erano anche alcuni giovani. Partire dai numeri, trovare un consenso su numeri corretti, validati, raccolti con rigore. Questo è il primo passo per valutare quanto avviene, quanto si è realizzato, quel che ci si propone di fare.
Fatto questo percorso, che non dovrebbe avere motivi di discordia o di dissenso, ci si potrà dividere sulle azioni da intraprendere. Ma senza questo presupposto si rischia di sbandare e di azionare la leva sbagliata.
Ascoltando la relatrice, assistendo ad un dibattito vivace, vedendo lo sguardo soddisfatto del professor Fernando Robino (con il quale da tempo condivido l’attesa che finalmente si imbocchi questa strada), pensavo a quali numeri abbiamo e non poniamo a base dei nostri ragionamenti e, anche, a quanti fenomeni meriterebbe di essere approfonditi attraverso ricerche mirate.
Non si tratta solo di numeri che soddisfano la nostra sete di sapere e di inquadrare la città e i suoi abitanti, ma di fatti molto molto concreti:
- la povertà e la sua evoluzione nel tempo
- la disponibilità di immobili liberi, distinguendoli da quelli al momento non agibili
- la necessità di parcheggi attorno al centro nelle varie ore del giorno e nei giorni della settimana
- il numero di autotreni che attraverso la città (lato piazza Repubblica e lato viale Rimembranza-stadio), classificati per destinazione
- attese dei giovani, ma anche degli anziani.
- Numero di ciclisti e i loro percorsi
- Reati contro il patrimonio e reati contro la persona, per tipologia nella loro evoluzione negli anni
Parte di queste informazioni devono essere soltanto ricercate e classificate, ricostruendo le serie storiche, altre richiedono lavori specifici.
Ma vedendole così messe in fila, non vi sembra che si tratti di evidenze necessarie per individuare priorità e prendere decisioni che non siano in balia delle scelte di pancia che soddisfano solo il nostro gusto per la polemica?

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Non sono stato presente all’incontro e mi fa piacere leggere questo resoconto che spiega che si intendono raccogliere dei numeri sulla città in modo scientifico, che significa anche oggettivo, per capire appunto la città nella quale viviamo, astenendosi da opinioni troppo spesso basate su chiacchiere da bar o, ancor peggio, di pancia o espresse da tenutari delle verità, quest’ultimo un atteggiamento troppo spesso tipico di alcuni politici. Servirà un po’ di tempo ma i risultati saranno certamente interessanti e, si spera, utili. Bravi!