“Rigenerare legami, per costruire un futuro senza mafie e corruzione”. È questo il filo conduttore degli appuntamenti promossi da Libera in vista della XXXI Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, che quest’anno si terrà il 21 marzo a Torino.
Il primo momento di incontro con il territorio è in programma martedì 3 marzo alle ore 17.30 ad Alessandria, presso l’Associazione Cultura e Sviluppo. Ospite dell’iniziativa sarà Don Luigi Ciotti, presidente di Libera, insieme ai referenti nazionali e territoriali dell’associazione. L’incontro sarà l’occasione per presentare il percorso che conduce alla manifestazione nazionale e per invitare la cittadinanza a partecipare. All’appuntamento prenderanno parte anche rappresentanti delle scuole del territorio, a testimonianza del ruolo centrale che i giovani svolgono nei percorsi di educazione alla legalità.
La Giornata della Memoria e dell’Impegno si celebra ogni anno il 21 marzo, primo giorno di primavera, e rappresenta un momento di ricordo di tutte le vittime innocenti delle mafie insieme a un rinnovato impegno collettivo contro la criminalità organizzata e la corruzione. Istituita ufficialmente con la legge n. 20 dell’8 marzo 2017, la ricorrenza affonda le sue radici nel 1996, quando in Campidoglio venne letto per la prima volta l’elenco delle vittime innocenti. Da allora è diventata una grande mobilitazione civile che coinvolge scuole, associazioni e comunità in tutta Italia.
Accanto al momento nazionale, il coordinamento di Libera promuove sul territorio anche un secondo appuntamento significativo. Il 7 marzo verranno celebrati i trent’anni della legge 109 del 1996, la norma che ha reso possibile il riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Per l’occasione, dalle ore 16, sarà aperta al pubblico Cascina Saetta, a Donna, frazione di Bosco Marengo, il primo bene confiscato e riutilizzato nella provincia di Alessandria. L’iniziativa vuole essere un’occasione di incontro con la cittadinanza e di racconto concreto di come i beni sottratti alle mafie possano tornare a essere risorse per la collettività.
Gli eventi rappresentano due tappe di un percorso più ampio che accompagna il territorio verso il 21 marzo: una giornata di memoria, ma anche di responsabilità condivisa, per ribadire che il contrasto alle mafie passa dalla partecipazione, dalla cultura e dalla costruzione di legami sociali più forti.
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