La riapertura temporanea della strada provinciale 158 della Lomellina, annunciata per venerdì 28 agosto, è certamente una buona notizia per le aziende agricole alle prese con la vendemmia. Ma rischia anche di mettere ancora più in evidenza una domanda che, dopo quasi un anno e mezzo, è difficile evitare: perché è stato necessario attendere così tanto?
La SP 158, collegamento diretto tra Novi Ligure e Gavi, è chiusa dal 25 marzo 2025. Non una data approssimativa: l’ordinanza della Provincia dispone la chiusura al traffico dal 25 marzo nel tratto compreso tra il km 3+000 e il km 3+060, dopo il cedimento della carreggiata causato da un movimento franoso.
Quando venerdì verrà ripristinato parzialmente e temporaneamente il passaggio, saranno trascorsi ben 521 giorni.
Diciassette mesi durante i quali chi si sposta tra Novi e Gavi ha dovuto affrontare un disagio quotidiano ma sopratutto un problema particolarmente pesante per le numerose aziende vitivinicole della zona.
Ora la Provincia annuncia di aver trovato una soluzione provvisoria per permettere la vendemmia. Il tratto sarà riaperto a senso unico alternato dal 28 agosto al 15 settembre, con limite di velocità a 20 chilometri orari.
La sistemazione provvisoria, affidata alla Scorza Costruzioni di Bosio, costa circa 8 mila euro e prevede il ripristino della pavimentazione nella parte a monte, lo spostamento dei new jersey e la relativa segnaletica.
Il consigliere provinciale Giacomo Perocchio, che è anche consigliere comunale di opposizione a Novi Ligure, ed n Provincia ha le deleghe a Viabilità e Lavori pubblici, rivendica il risultato: «Avevamo preso un impegno con il territorio e in particolare con il Consorzio del Gavi: fare tutto il possibile per consentire alle aziende agricole di affrontare la vendemmia senza i disagi provocati dalla chiusura della strada». La Provincia sottolinea inoltre di aver lavorato «in tempi stretti» alla sistemazione provvisoria.
Ma proprio l’espressione “in tempi stretti” appare difficile da conciliare con i 521 giorni trascorsi dalla chiusura.
Se con circa 8 mila euro è stato possibile realizzare una sistemazione tale da permettere almeno temporaneamente il passaggio, è legittimo chiedere perché una soluzione analoga non sia stata valutata prima, naturalmente qualora le condizioni di sicurezza lo consentissero. E se invece nei mesi precedenti non era tecnicamente possibile riaprire neppure parzialmente la strada, sarebbe utile che la Provincia spiegasse con precisione che cosa sia cambiato oggi.
C’è poi la questione dell’intervento definitivo. La Provincia dispone di 400 mila euro, finanziati dalla Regione Piemonte nell’ambito delle risorse per i danni degli eventi alluvionali dell’aprile 2025. I lavori sono stati affidati alla Sodis Srl di Quarona e la consegna del cantiere è prevista soltanto nella seconda metà di settembre. Dopo la vendemmia, quindi, la Lomellina tornerà a chiudere.
La riapertura del 28 agosto non mette dunque fine ai disagi: rappresenta una parentesi dentro una chiusura iniziata nel marzo dello scorso anno.
Dopo quasi un anno e mezzo di deviazioni, “abbiamo lavorato in tempi stretti” a qualcuno potrebbe sembrare una presa in giro.
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