Preoccupazione e critiche sulla riorganizzazione nazionale del regime speciale del 41 bis arrivano dal deputato del Partito Democratico Federico Fornaro, che in una nota interviene sul futuro del carcere di San Michele ad Alessandria.

Fornaro ricorda di aver presentato lo scorso ottobre un’interrogazione urgente al Ministro della Giustizia per chiedere chiarimenti sul destino dell’istituto alessandrino, senza però ottenere alcuna risposta. Un silenzio che, secondo il parlamentare, viene ora parzialmente colmato dal verbale della seduta del 18 dicembre della Conferenza permanente Stato-Regioni, in cui il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro delle Vedove ha illustrato il piano di riorganizzazione degli istituti destinati ai detenuti sottoposti al regime del 41 bis.

Dalle parole del Governo emergerebbe la volontà di ridurre da 12 a 7 i carceri destinati al 41 bis, concentrandoli in cinque regioni. In Piemonte si passerebbe dagli attuali tre istituti – Alessandria, Cuneo e Novara – a uno solo, individuato proprio nel carcere di San Michele. Una scelta che, se confermata, porterebbe ad Alessandria circa 150 detenuti in regime speciale, pari a circa il 20% del totale nazionale.

Il deputato PD critica duramente il metodo adottato dal Governo, che avrebbe giustificato il mancato confronto con esigenze di segretezza, escludendo sia il Parlamento sia gli enti locali da qualsiasi discussione preventiva. Un’impostazione che, secondo Fornaro, impedisce una valutazione seria degli impatti sul territorio.

Ulteriori interrogativi riguardano le ricadute sanitarie: il sottosegretario ha infatti ricordato che ogni regione interessata dovrà garantire, nei capoluoghi di provincia, reparti ospedalieri dedicati ai detenuti in 41 bis. In Conferenza unificata la Regione Sardegna ha espresso riserve e dubbi sul piano, mentre dal Piemonte non sarebbe arrivata alcuna presa di posizione ufficiale. «Immaginiamo che Regione e Azienda sanitaria siano state informate e si stiano attivando – osserva Fornaro – ma attendiamo conferme dagli enti interessati».

Restano, secondo il parlamentare, forti perplessità sulla scelta di concentrare un numero così elevato di detenuti sottoposti al regime più duro in pochi istituti, con i rischi connessi alla sicurezza e alle possibili infiltrazioni criminali sul territorio circostante. «Se questa riorganizzazione si rivelasse sbagliata – avverte – a pagarne il prezzo sarebbe la comunità alessandrina e l’intera provincia, nonostante i continui proclami del Governo Meloni sulla sicurezza».

Fornaro conclude sottolineando che un’operazione di tale complessità, che di fatto cancella la storia di una gestione “attiva” del carcere di San Michele, avrebbe dovuto essere affrontata diversamente, coinvolgendo almeno il Comune di Alessandria pur nel rispetto delle necessarie riservatezze. «Vigileremo sull’attuazione di questo piano di centralizzazione del 41 bis – afferma – che presenta più di un elemento di criticità e di rischio per la nostra comunità. In Sardegna, di fronte a problemi analoghi, la Regione e persino esponenti della maggioranza si sono mossi. Qui, invece, il silenzio resta totale».

Ti è piaciuto questo articolo? Offrici un caffè con Ko-Fi

Segui il moscone su Telegram per ricevere una notifica ogni volta che viene pubblicato un nuovo articolo https://t.me/ilmoscone

Visited 1 times, 1 visit(s) today

Di Moscone

Contact Us