Nei primi giorni di riapertura del Parco Castello, durante un incontro con i bambini dei centri estivi novesi, il Vicesindaco ha ricordato che la ristrutturazione era stata pensata proprio per loro e per le loro famiglie. Un intervento progettato per restituire alla comunità un luogo davvero di tutti. In quell’occasione è emersa una verità semplice: ciò che mancava ancora a un parco appena riaperto era l’elemento fondamentale di ogni opera di restauro e riqualificazione, ovvero la vita. Sarebbero stati i cittadini, con la loro presenza quotidiana, a dare la vera e piena conclusione a questo percorso.
In questi mesi ho iniziato a frequentare il parco con assiduità, quasi senza rendermene conto. E, giorno dopo giorno, me ne sono innamorata.
C’è qualcosa di speciale in quella breve salita che porta sulla collina dove sorge il parco. È come una piccola soglia: basta percorrerla per staccare d’un tratto dal ritmo della quotidianità, con la sensazione di essere altrove, quasi in vacanza. Ci si ritrova in un angolo di pace e di relax che è, al tempo stesso, profondamente vivo.
La mattina s’incontra chi corre, chi fa ginnastica tra il verde o chi porta a spasso il cane. Poi c’è chi sceglie una panchina per lavorare da remoto con il Pc portatile. Una domenica ho incrociato persino un gruppo di liceali intenti a ripassare latino all’aria aperta. E il parco giochi è un fiorire continuo di bambini, attorno ai quali ruota la vita delle famiglie.
Proprio in un pomeriggio d’agosto mi è capitato di osservare una famiglia che si era organizzata con dei panini per un picnic. Ho pensato a quanto un gesto così semplice possa essere prezioso: per chi magari non ha la possibilità di andare in vacanza o di pagare l’ingresso in piscina, basta salire fin lassù per regalare ai propri figli una giornata diversa, di svago e serenità, al costo di un panino.
Henri Lefebvre parlava del “diritto alla città” non come a un semplice permesso di calpestare le strade, ma come al diritto per ogni persona di accedere a una vita urbana rinnovata, ricca e dignitosa.
Quando penso a cosa debba essere, nella sua essenza più autentica, una politica di sinistra, penso esattamente a questo. Non a formule astratte o a slogan retorici, ma alla capacità concreta di restituire alle persone gli spazi pubblici. Rendere fruibile la bellezza, la natura e il tempo libero a chiunque — a prescindere dal reddito o dalle possibilità economiche — significa abbattere le disuguaglianze partendo dalla vita di tutti i giorni. Significa dire a ogni cittadino: questo luogo è anche tuo, la tua serenità conta.
Credo che sia proprio questa la visione di buongoverno a cui dobbiamo sempre aspirare: una politica che non fa grandi proclami, ma che ti regala una domenica al parco, la gioia dei tuoi figli e la dignità di sentirti parte di una comunità.
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